La Commissione Europea propone l’Affordable Housing Act, nuove misure per supportare le autorità locali nella gestione della crisi abitativa diffusa in molte città dell’Unione. Secondo l’ultimo Eurobarometro, infatti, più del 50% dei residenti urbani considera la questione dell’alloggio un problema urgente nel luogo in cui vive.
Particolare attenzione è riservata agli affitti brevi, considerati tra i principali fattori che aggravano la situazione abitativa. Con l’approvazione della nuova proposta europea, le autorità competenti potrebbero introdurre limitazioni a questa tipologia di locazione, a condizione di dimostrarne che, negli ultimi tre anni, abbia avuto un significativo impatto negativo sull’accessibilità abitativa nel territorio considerato.
Alla luce di ciò, le misure proposte dalla Commissione risultano di grande interesse per la Provincia di Brescia dove, dei 206 che la compongono, 31 Comuni vengono riconosciuti ad “Alta Tensione Abitativa” per la concentrazione di circa il 46% della popolazione residente.
Da un lato, nonostante il calo della crescita demografica, aumentano comunque i nuclei familiari perché diminuisce la loro composizione: crescono, cioè, le persone che vivono da sole. Dall’altro, l’aumento di cittadini stranieri, avvenuto con un ritmo particolarmente intenso nei territori bresciani fino al 2018, genera un elevato bisogno abitativo.
Come emerge, inoltre, dal Piano Annuale dell’Offerta Abitativa 2026, all’interno del quadro provinciale, il territorio dell’Ambito 11 Garda-Salò risulta avere uno dei mercati immobiliari degli affitti più complessi, sia per la stagionalità e alternanza di affitti residenziali e turistici, sia per il costo medio al metro quadro.
Secondo quanto riportato nel Piano, in particolare, il Comune di Desenzano del Garda è quello con il fabbisogno abitativo più elevato. In aumento, quello di Salò e Lonato del Garda. A Desenzano e nelle zone limitrofe, inoltre, l’offerta risulta sempre più orientata a contratti di tipo turistico di breve durata.
Stando ai dati del Codacons Lombardia dello scorso anno, infatti, le case vacanze in Provincia di Brescia sarebbero tra le 10mila e le 12mila e, di queste, due terzi sul Garda. L’affitto breve si confermerebbe, inoltre, come la tipologia di locazione più comune. Secondi i dati attualmente riportati dall’Osservatorio Regionale del Turismo e dell’Attrattività della Lombardia, in effetti, contro le 718 strutture alberghiere in Provincia di Brescia, le strutture ricettive extra-alberghiere sarebbero più di 9.600, di cui oltre 8.500 case e alloggi privati.
Una situazione che acuisce innegabilmente le difficoltà per i residenti locali, come già evidenziato nei mesi scorsi dalle critiche all’overtourism sul Garda.
In tal senso e in merito alle preoccupanti previsioni sul futuro di Desenzano, la minoranza PD del Comune, due settimane fa, è intervenuta nel dibattito sul PGT e sul tema della casa, chiedendo una strategia precisa per un turismo più sostenibile e destagionalizzato. «Perché il successo di Desenzano non si misura soltanto dal numero di turisti che arrivano, ma anche dalla possibilità per giovani, famiglie, lavoratori e anziani di continuare a viverci», ha dichiarato il partito di opposizione, «Il Garda ha bisogno di turismo ma, prima ancora, ha bisogno dei suoi residenti».






