Secondo le proiezioni demografiche al 2050 elaborate sulla base dei dati Istat, il Garda bresciano potrebbe trovarsi a fare i conti con una progressiva riduzione della popolazione residente. Come riporta anche Bresciaoggi.
Prendendo in considerazione Desenzano, Lonato, Manerba, Salò, Sirmione e Toscolano-Maderno, il numero complessivo degli abitanti passerebbe dai 78.132 del 2025 ai 77.321 previsti per il 2050.
Si tratta di 811 residenti in meno, pari a una diminuzione dell’1,04%. Un andamento in controtendenza rispetto al dato complessivo della provincia di Brescia, per la quale le stesse proiezioni indicano invece una crescita del 7,38% nel periodo considerato.
Lonato del Garda rappresenta l’eccezione positiva, con una crescita prevista del 6,31%. Negli altri cinque Comuni considerati, invece, il saldo è negativo: Desenzano del Garda -2,01%, Manerba -3,16%, Salò -5,14%, Sirmione -1,18% e Toscolano-Maderno -6,48%.
Le cifre non comprendono i centri più piccoli della Valtenesi né i Comuni dell’Alto Garda. Per questi territori, nel testo dell’analisi non vengono riportate proiezioni, anche se viene ipotizzato un andamento analogo che potrebbe incidere ulteriormente sul bilancio demografico dell’area.
Per le attività commerciali, il problema non sarebbe limitato alla perdita di potenziali clienti. Secondo Confesercenti Lombardia Orientale, una popolazione più ridotta significa una base di domanda più debole proprio nei periodi in cui il turismo rallenta.
Il rischio è che negozi, bar, ristoranti e servizi facciano sempre più fatica a sostenere per dodici mesi costi come affitti, personale, energia e fiscalità.
«Se nei mesi di minore affluenza viene meno una parte della domanda locale, diventa più difficile mantenere aperta un’attività per dodici mesi». Lo dice la presidente di Confesercenti Lombardia Orientale, Barbara Quaresmini.
Il turismo, sottolinea, resta fondamentale per l’economia bresciana, ma non può rappresentare l’unica fonte di clientela. La presenza stabile dei residenti costituisce quella domanda che permette alle imprese di continuare a lavorare anche al di fuori dei periodi di maggiore afflusso.
Da qui il possibile circolo vizioso. La riduzione della popolazione può indebolire la rete commerciale, mentre la perdita di negozi e servizi rischia di rendere meno attrattivi i territori per chi vi abita o valuta di trasferirvisi.
Sul tema interviene anche Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale, secondo cui i numeri non devono essere interpretati come una previsione inevitabile.
«Le proiezioni Istat non sono una sentenza, ma un campanello d’allarme», afferma. E indica poi la necessità di affrontare il fenomeno con una strategia che metta in relazione demografia, abitazione, infrastrutture, servizi, commercio e turismo.
La sfida, nella lettura dell’associazione, è di rendere il Garda attrattivo anche come territorio in cui vivere stabilmente e non soltanto come destinazione turistica.
Accanto alla crescita della ricaduta economica del turismo, diventa centrale la destagionalizzazione. Il punto è mantenere comunità residenti e attività economiche attive anche nei mesi di minore affluenza, per evitare che il territorio finisca per dipendere sempre più dalla sola stagione turistica.






