Intervento firmato e inviato alla redazione dai Consiglieri Comunali (PD) Maria Vittoria Papa, Beatrice Gabusi, Andrea Palmerini, Bernardo Comini, Stefano Terzi (Liste Desenzano Progetto Futuro, Partito Democratico, Viviamo Desenzano) e Andrea Spiller (Movimento 5 Stelle L’Altra Desenzano).
Con la convocazione del prossimo Consiglio Comunale si è scritta una nuova pagina della triste vicenda relativa alla presentazione delle istanze da parte dei consiglieri.
In vista del primo, e forse unico, Consiglio dell’anno in cui avremmo avuto la possibilità di portare in aula le istanze dei cittadini, ci è stata comunicata la convocazione solamente con 48 ore di anticipo, termine entro il quale produrre e depositare i testi dei documenti che avremmo voluto portare in discussione.
Un tempo assolutamente insufficiente per raccogliere, riorganizzare e sviluppare contenuti che fossero attuali e pertinenti.
Come consiglieri di minoranza, ormai da nove anni, chiediamo con forza una piccola e semplice modifica al regolamento del Consiglio Comunale che consenta la presentazione delle istanze, quali interrogazioni e mozioni, in tutti quei consigli dove non vi siano approvazioni del bilancio ma solo semplici variazioni.
Diversamente da quanto avviene oggi, infatti, questa possibilità è prevista soltanto nei Consigli Comunali in cui il bilancio è totalmente assente, mediamente una o massimo due volte all’anno, un numero decisamente troppo limitato per poter svolgere questo ruolo in maniera efficace.
La presentazione e la discussione in Consiglio di interrogazioni e mozioni non rappresentano un semplice capriccio dei consiglieri, ma costituiscono l’unico momento della vita istituzionale in cui i cittadini “entrano” nella sala consiliare con proposte, richieste e osservazioni, trasmesse attraverso atti formali che vengono letti e discussi pubblicamente.
In quel momento la città e i suoi abitanti possono esprimersi e manifestare i propri bisogni. Dovrebbe essere una priorità per ogni amministrazione, indipendentemente dal colore politico, fare in modo che ciò possa avvenire nel modo più frequente ed efficace possibile.
È evidente che poterlo fare solamente una o due volte all’anno, magari senza alcun preavviso come accaduto in quest’ultimo caso, rende impossibile la presentazione di istanze attuali e tempestive, costringendo invece a lasciarle nei cassetti per mesi, con il rischio di ottenere risposte quando le questioni risultano ormai superate o già risolte.
A queste condizioni il ruolo di consigliere si riduce unicamente a quello di uditore e osservatore passivo delle decisioni prese e portate in Consiglio dall’Amministrazione, azzerando quasi totalmente la possibilità di iniziativa, proposta e rappresentanza dei cittadini.
Non è così, a nostro avviso, che dovrebbe funzionare il Consiglio Comunale.






