Le conseguenze dei lavori per l’Alta Velocità Brescia-Verona tornano al centro del dibattito a Calcinato. A intervenire è Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle in Lombardia, che si è recata sul territorio per incontrare le famiglie Zaglio e Corsini, residenti da anni a ridosso del cantiere della nuova linea ferroviaria.
«Mi sono recata a Calcinato per incontrare le famiglie Zaglio e Corsini, che da anni vivono a ridosso del cantiere dell’Alta Velocità. Non si tratta di “No Tav” estremisti, ma di cittadini che hanno accettato la presenza della nuova linea ferroviaria e oggi subiscono le conseguenze delle cosiddette opere compensative richieste dal Comune», dichiara Pollini.
Secondo quanto riferito dalla consigliera regionale, una delle situazioni riguarda la famiglia Corsini. «La famiglia Corsini rischia di perdere ulteriore terreno, inclusa una fascia boscata che funge da barriera antirumore, per la realizzazione di una nuova strada, non prevista inizialmente, potenzialmente destinata al traffico pesante».
Pollini richiama poi il caso della famiglia Zaglio, la cui abitazione si trova già in un contesto interessato da importanti infrastrutture viarie. «Ancora più critica la situazione della famiglia Zaglio, con la casa già stretta tra l’autostrada A4 e il cavalcavia di via Cavour e ora minacciata da un nuovo cavalcavia su via Zemogna, che potrebbe comprometterne la vivibilità».
Tra le questioni sollevate c’è anche quella relativa al fiume Chiese e alle opere realizzate nell’ambito del cantiere. «Preoccupa, inoltre, l’intervento sull’alveo del fiume Chiese, dove sono stati posati 13 tubi in cemento e realizzato un ponte provvisorio: è necessario chiarire progetto, autorizzazioni e valutazioni sulla sicurezza idraulica».
La consigliera regionale annuncia quindi l’intenzione di portare formalmente la questione all’attenzione della Giunta di Regione Lombardia. «Di fronte al silenzio delle istituzioni e all’assenza di informazioni chiare su progetti, tempi e modalità di realizzazione, annuncio il deposito di una richiesta formale alla Giunta regionale per ottenere tutta la documentazione relativa al ponte provvisorio sul Chiese; allo stato di avanzamento dei lavori e alle opere che interessano le proprietà delle famiglie coinvolte».
Una richiesta che, nelle intenzioni di Pollini, dovrà consentire di fare chiarezza sia sulle opere in corso sia sulle conseguenze per chi vive nelle immediate vicinanze del tracciato dell’Alta Velocità Brescia-Verona. «Le grandi opere non possono essere imposte sulla pelle dei cittadini. Regione Lombardia ha il dovere di garantire trasparenza, partecipazione e risposte puntuali alle comunità interessate», conclude Paola Pollini.






