Due soli punti all’ordine del giorno, ma uno basta da solo a pesare sull’intero dibattito politico. Domani sera, venerdì 28 agosto alle 20.30, il consiglio comunale di Bedizzole si riunirà per affrontare il passaggio delicato della presa d’atto della deliberazione con cui la sezione di controllo della Corte dei conti ha passato al setaccio i bilanci del Comune dal 2021 al 2025.
Non si vota una nuova spesa né si approva una manovra correttiva immediata. La formula è quella della “presa d’atto”, un atto formale che costringe però la politica locale a guardare in faccia i rilievi sollevati dai magistrati contabili su come sono stati gestiti i soldi pubblici negli ultimi anni. La pronuncia mette in luce tre precise ombre sulla gestione quotidiana della liquidità, delle entrate e dei pagamenti.
La prima riguarda la cassa vincolata, del tutto assente nei rendiconti 2024 e 2025. Non significa che il Comune sia rimasto al verde, al 31 dicembre 2024 il fondo cassa sfiorava comunque i 3 milioni di euro, ma che all’interno di quel tesoretto non risultava separata la quota riservata a scopi specifici, come mutui o contributi vincolati a determinate opere. Una distinzione contabile tutt’altro che formale, su cui la Corte ha chiesto un’immediata ricostruzione per riallinearsi alle ultime norme.
Il secondo nodo è quello delle somme che il Comune deve ancora incassare, i cosiddetti “residui attivi”. Solo nel bilancio 2024 figuravano ben 6,5 milioni di euro di crediti mai riscossi, di cui oltre 4 milioni trascinati dagli anni precedenti. Più un credito invecchia, più diventa difficile portarlo a casa: da qui l’invito della Corte ad accelerare i recuperi e a fare pulizia tra le somme che rischiano di non rientrare mai più.
Infine c’è il versante opposto, quello dei debiti congelati. Alla fine del 2024 le spese già impegnate dall’ente ma non ancora saldate ammontavano a 4,2 milioni di euro, con partite sospese che si trascinavano da oltre un anno per 1,4 milioni. I magistrati chiedono quindi di accelerare i pagamenti e verificare se quelle fatture abbiano ancora ragione di restare iscritte a bilancio.
Resta ora da capire quali accorgimenti la macchina comunale abbia già messo in campo per correre ai ripari e se le osservazioni arrivate dalla Corte dei Conti finiranno per condizionare le prossime scelte di bilancio dell’amministrazione.






