Desenzano del Garda - Sab 15 Agosto 2026

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Stazione Tav del Garda, il progetto c’è ma ora servono le risorse

Completato il progetto di fattibilità per la fermata del Basso Garda e positiva l’analisi costi-benefici. Il prossimo passo è il possibile reinserimento nella programmazione infrastrutturale

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La stazione dell’Alta Velocità del Basso Garda supera un passaggio importante sul piano progettuale, ma resta aperto il nodo dei finanziamenti.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica della nuova fermata è stato completato e l’aggiornamento dell’analisi costi-benefici ha dato esito positivo. Ora il confronto tra Ministero delle Infrastrutture, RFI e Amministrazioni Territoriali si concentra sulle condizioni economiche necessarie per riportare l’opera nella programmazione infrastrutturale.

La fermata è prevista nell’area di San Martino della Battaglia, nel territorio di Desenzano del Garda, e dovrebbe servire il bacino del Basso Garda.

Il tema è tornato all’attenzione del Governo attraverso un’interrogazione parlamentare della senatrice Paola Mancini, di Fratelli d’Italia, rivolta al ministro Matteo Salvini. Una questione resa ancora più urgente dall’avvicinarsi dell’entrata in funzione della nuova linea AV Brescia-Verona, prevista per l’inizio del 2027.

Il completamento del PFTE riguarda sia la nuova stazione sulla linea ad alta velocità sia la fermata collegata sulla linea storica. L’aggiornamento dell’analisi costi-benefici ha confermato la sostenibilità dell’intervento sotto questo profilo, ma il quadro economico deve essere nuovamente aggiornato alla luce dell’aumento dei costi registrato nel corso della progettazione.

È proprio la copertura finanziaria a rappresentare oggi il principale punto interrogativo. Le risorse che erano state inizialmente previste per la stazione sono state temporaneamente destinate ad altri interventi finanziati attraverso il Pnrr, sfruttando la clausola di flessibilità, dopo la revisione del quadro economico dell’opera.

Questo, tuttavia, non significa che il progetto sia stato definitivamente accantonato. La risposta del Ministero chiarisce che sono ancora in corso le verifiche tecniche e finanziarie necessarie per valutare un possibile reinserimento della stazione nella programmazione delle infrastrutture.

Tra gli aspetti ancora da definire c’è anche l’organizzazione dei servizi ferroviari: bisognerà individuare un equilibrio tra i convogli che potranno utilizzare la nuova linea ad alta velocità e quelli che continueranno a transitare attraverso le interconnessioni esistenti, mantenendo il collegamento con le stazioni già operative.

Sul progetto l’attenzione politica resta alta. Mancini sottolinea l’importanza della fermata per un territorio che conta oltre 28 milioni di presenze turistiche all’anno e chiede che l’attuale apertura del Ministero si traduca in un percorso con tempi definiti.

«Adesso dobbiamo trasformare questa apertura in un percorso con tempi certi», afferma la senatrice, indicando come obiettivo il reinserimento dell’opera nella programmazione finanziaria prima dell’avvio della nuova linea. La questione è stata seguita anche attraverso il confronto con il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone.

Sul dossier è intervenuta anche Claudia Carzeri, consigliera regionale lombarda, richiamando la risposta del ministro Salvini a un’interrogazione presentata dal senatore Adriano Paroli.

Il tema si inserisce nel percorso avviato in Regione Lombardia attraverso le mozioni presentate dalla stessa Carzeri, con cui era stato chiesto di coordinarsi con il Ministero per accompagnare l’iter della nuova stazione.

Per ora il quadro progettuale è definito, mentre quello finanziario resta da costruire. Non sono ancora stati indicati l’importo necessario per la realizzazione, i tempi per il finanziamento né una data per l’avvio dei lavori. La prossima partita sarà quella delle risorse e dell’inserimento dell’opera nella programmazione infrastrutturale.

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