La vicenda dell’incubatoio previsto nell’area del Lavagnone a Desenzano del Garda si arricchisce di un elemento significativo.
Il consigliere comunale Stefano Terzi ha reso pubblica la risposta ricevuta alla propria interrogazione, dalla quale emerge un dato rilevante: le verifiche archeologiche preventive imposte dalla Soprintendenza come condizione necessaria prima dell’avvio dei lavori non risultano ancora eseguite. E di conseguenza, non è stata depositata la comunicazione di inizio lavori.
La Soprintendenza, nel proprio parere favorevole al progetto, aveva prescritto in modo esplicito che, prima di qualsiasi opera edilizia, dovessero essere effettuati specifici accertamenti archeologici, da concordare nei tempi e nelle modalità direttamente con la stessa Soprintendenza Archeologica.
A oggi, secondo quanto emerge dalla risposta dell’Amministrazione, non è stata pervenuta nessuna comunicazione in merito al Comune né dalla società committente né dalla Soprintendenza.
Un ulteriore elemento evidenziato da Terzi riguarda la tempistica. L’Ufficio Tecnico Comunale, infatti, ha inviato una nota alla proprietà e ai tecnici incaricati il 3 giugno 2026, richiamando le prescrizioni operative della Soprintendenza.
Una comunicazione arrivata dopo l’accesso agli atti del consigliere, dopo le segnalazioni dei cittadini e dopo i primi articoli di stampa che avevano portato la vicenda all’attenzione pubblica.
«È difficile non osservare che il lavoro di approfondimento svolto in queste settimane abbia contribuito a riportare l’attenzione sul rispetto delle prescrizioni previste», sottolinea Terzi, che ribadisce la propria posizione.
«Massima trasparenza, informazioni corrette e pieno rispetto delle procedure. Non per ostacolare un progetto, ma perché il Lavagnone è un’area di grande valore e ogni intervento deve avvenire con la massima chiarezza nei confronti dei cittadini».
Il consigliere annuncia che continuerà a monitorare gli sviluppi e a verificare gli atti.






