Si riaccende il dibattito sulla nuova stazione TAV del Garda, prevista tra Rivoltella e la Torre di San Martino. A intervenire è Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia, che ribadisce la posizione contraria del gruppo politico rispetto al progetto.
«Da quasi dieci anni – afferma Pollini – la politica bresciana spinge per la realizzazione di una stazione dell’alta velocità in un’area isolata tra Rivoltella e la Torre di San Martino. Il Movimento 5 Stelle ha sempre sostenuto la totale inutilità di quest’opera, non per il semplice gusto di dire “no”, ma sulla base di argomentazioni che, ad oggi, non hanno ricevuto alcuna valida controdeduzione».
Secondo la consigliera, uno dei principali nodi riguarda la collocazione dell’infrastruttura. «La nuova fermata sorgerebbe in un’area priva di adeguati collegamenti: chi vi scenderà sarà inevitabilmente costretto a utilizzare ulteriori mezzi per raggiungere la propria destinazione. Qualsiasi esperto di trasporti evidenzierebbe come una soluzione di questo tipo riduca significativamente la potenziale utenza».
Pollini sottolinea inoltre come i passeggeri, in particolare i turisti, tendano a preferire soluzioni dirette. «È noto infatti come i passeggeri abbiano una scarsa propensione a cambiare mezzo di trasporto, privilegiando l’opzione più comoda, ossia l’auto privata».
Nel merito viene citata anche la vicinanza con l’autostrada A4, ritenuta non determinante. «Nemmeno la vicinanza con l’autostrada può essere considerata un vantaggio competitivo, perché alta velocità e autostrada sono due sistemi alternativi tra loro: chi usa l’autostrada non usa il treno e viceversa».
Un ulteriore elemento riguarda la necessità di sviluppare nuove infrastrutture a supporto della stazione. «Attorno alla nuova stazione sarà necessario realizzare una rete di servizi di mobilità oggi inesistenti, tra cui linee e fermate di autobus, piste ciclabili e percorsi pedonali. Resta tuttavia il dubbio sulla reale utilizzazione di tali servizi da parte degli utenti».
Secondo quanto dichiarato, esiste il rischio che l’area venga destinata prevalentemente a parcheggi per auto private, con un impatto limitato sulla riduzione del traffico. «Il rischio concreto è che l’area finisca per essere occupata principalmente da parcheggi, azzerando di fatto il beneficio atteso in termini di riduzione dell’uso dell’auto sul territorio gardesano».
La consigliera pone inoltre l’attenzione sul tema turistico, chiedendo dati concreti. «La nuova stazione viene presentata come una grande opportunità per il turismo del Garda, ma tale beneficio deve essere dimostrato con studi trasportistici seri e indipendenti, basati su criteri scientifici».
Infine, viene richiamata l’attuale presenza della stazione TAV di Desenzano, già servita da treni regionali e ad alta velocità. «Creare un doppione significherebbe inevitabilmente declassare la stazione esistente, privandola di importanza, valore e risorse».
Pollini conclude evidenziando anche l’aspetto economico dell’opera: «Alla luce di tutto ciò, e considerando che il progetto comporterebbe un costo di circa 200 milioni di euro, le ragioni per opporsi all’ennesimo spreco di denaro pubblico appaiono più che fondate».






