Lonato del Garda - Ven 03 Luglio 2026

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Lonato Insieme: «Agrivoltaico a Esenta, rinnovabili sì ma non a scapito del suolo agricolo»

Lonato Insieme: «Agrivoltaico a Esenta, rinnovabili sì ma non a scapito del suolo agricolo»

«Senza trasparenza, una vera valutazione delle alternative e tutela del suolo agricolo, il rischio è che Lonato subisca scelte calate dall’alto e perda altri pezzi della propria identità»

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La lista di minoranza “Lonato Insieme” esprime preoccupazione per il progetto agrivoltaico previsto in località Esenta che prevede un impianto da 19,27 MWp, batterie di accumulo da 6,5 MW e un’area recintata di quasi 27 ettari, pari a circa 38 campi da calcio.

«Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Chiediamo però che vengano realizzate con criterio, privilegiando prima tetti, capannoni, parcheggi, aree dismesse e superfici già compromesse, invece di occupare grandi estensioni di terreno agricolo. Anche la normativa europea sulla Valutazione di Impatto Ambientale, dalla Direttiva 2011/92/UE alla Direttiva 2014/52/UE, richiama la necessità di valutare gli effetti dei progetti su territorio, suolo, ambiente e popolazione, oltre alle alternative ragionevoli. Per questo chiediamo se, prima di arrivare a Esenta, siano state davvero considerate localizzazioni meno impattanti», si legge nel comunicato stampa inviato dal gruppo guidato da David Sigurtà.

«Il progetto viene presentato come agrivoltaico, ma le sue dimensioni, la recinzione, le cabine elettriche, la viabilità interna e l’area batterie impongono una domanda chiara: si tratta davvero di agricoltura integrata con produzione energetica o di un grande parco fotovoltaico su suolo agricolo?», proseguono ancora.

«La stessa Provincia di Brescia ha chiesto integrazioni rilevanti: chiarimenti sulla natura agrivoltaica dell’impianto, dimostrazione del mantenimento dell’80% della produzione agricola, relazione sanitaria, piano economico-finanziario e altri approfondimenti. Questo dimostra che il progetto non può essere considerato una pratica ordinaria né tantomeno già chiusa».

«Come Lonato Insieme presenteremo un’interpellanza in Consiglio comunale per chiedere all’Amministrazione a che punto sia il procedimento, se il Comune abbia già espresso osservazioni, quali garanzie siano state richieste sulla reale prosecuzione dell’attività agricola e se esista un Piano Energetico Comunale o altro strumento di programmazione per lo sviluppo delle rinnovabili», dichiarano ancora.

«C’è poi una domanda politica che non può essere evitata: perché ancora Esenta? Dopo essere stata già individuata per il progetto del depuratore del Garda, oggi la frazione si trova nuovamente al centro di un intervento di forte impatto territoriale. Il punto non è dire no alle rinnovabili, ma decidere dove e come realizzarle. Senza trasparenza, senza una vera valutazione delle alternative e senza tutela del suolo agricolo, il rischio è che Lonato subisca scelte calate dall’alto e perda altri pezzi della propria identità agricola e paesaggistica», concludono.

 

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