Un nuovo sistema per riscaldare l’acciaio utilizzando energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, riducendo il ricorso al gas metano. È la tecnologia che Feralpi Group ha iniziato a sperimentare nel proprio stabilimento di Lonato del Garda, dove è entrato in funzione un impianto pilota industriale destinato a contribuire al percorso di decarbonizzazione della produzione siderurgica.
Secondo quanto comunicato dal gruppo, si tratta della prima applicazione in Europa di questa tecnologia nella filiera degli acciai destinati all’edilizia. L’iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca europeo Modiplant, sviluppato per individuare nuove soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale dei processi industriali.
Il sistema interviene in una fase specifica della lavorazione dell’acciaio, quella del riscaldo delle billette, i semilavorati metallici che devono essere portati a una temperatura adeguata prima di essere trasformati attraverso la laminazione.
Tradizionalmente, questa operazione viene effettuata utilizzando forni alimentati a gas metano. La tecnologia sperimentata a Lonato introduce invece un meccanismo di riscaldamento elettrico a effetto Joule, che permette di trasferire calore direttamente al materiale in modo rapido e controllato.
L’obiettivo è sostituire il combustibile fossile con elettricità da fonti rinnovabili nella parte finale del processo di riscaldo. Per la quota di produzione interessata dalla sperimentazione, questa soluzione consente di eliminare le emissioni dirette legate alla combustione del metano nella fase sostituita.
Non si tratta, dunque, della completa elettrificazione del ciclo produttivo, ma di un’applicazione industriale sperimentale che permette di verificare concretamente le potenzialità della tecnologia e di raccogliere dati utili per eventuali sviluppi futuri.
Il nuovo impianto rappresenta uno degli elementi centrali di Modiplant, acronimo di “MODular hybrId technology in the Steel PLANT production”, un programma sostenuto dall’Unione europea attraverso il Fondo di ricerca carbone e acciaio (RFCS).
Il progetto punta a sviluppare e verificare soluzioni tecnologiche per rendere più sostenibili i processi siderurgici, combinando sistemi tradizionali e nuove applicazioni elettriche. L’esperienza di Lonato costituisce un banco di prova in condizioni industriali reali.
Feralpi definisce infatti il dimostratore un modello “First of a Kind” (FOAK), ovvero una prima applicazione del suo genere, per quanto riguarda l’utilizzo di questa tecnologia nella produzione di acciai per l’edilizia.
Oltre alla riduzione delle emissioni dirette, il gruppo intende valutare anche i possibili vantaggi in termini di efficienza energetica e resa metallica. Il trasferimento immediato del calore e una maggiore uniformità della temperatura potrebbero infatti migliorare alcuni aspetti della lavorazione.
Tra gli elementi oggetto di verifica figurano i tempi necessari per raggiungere le condizioni di laminazione e la formazione della scaglia, lo strato di ossidi che si sviluppa sulla superficie dell’acciaio durante il riscaldamento e che può incidere sulla quantità di materiale utilizzabile.
La sperimentazione permetterà inoltre di acquisire competenze tecniche e operative sull’impiego della conduzione elettrica nei processi siderurgici, valutandone l’affidabilità e le possibilità di integrazione negli impianti esistenti.
Un’eventuale estensione del riscaldo ibrido all’intera produzione del laminatoio richiederebbe però ulteriori interventi. Feralpi precisa che sarebbe necessario riprogettare il ciclo di riscaldamento e affrontare nuovi investimenti ambientali, attualmente allo studio e subordinati anche alla loro sostenibilità economica.
L’avvio dell’impianto rientra nella strategia climatica del gruppo, che comprende investimenti nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nell’economia circolare, in coerenza con gli obiettivi di riduzione delle emissioni basati su criteri scientifici, noti come SBTi.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group, che individua nell’elettrificazione una delle principali strade per ridurre l’impatto ambientale della produzione dell’acciaio.
«L’elettrificazione dei processi termici è la direttrice principale per abbattere in modo strutturale le emissioni nella produzione dell’acciaio. Con l’avviamento di questo pilota industriale nel quadro del progetto europeo Modiplant, Feralpi dimostra che la siderurgia per l’edilizia può ridefinire i propri standard attraverso l’innovazione collaborativa continentale», afferma Pasini.
Il presidente evidenzia inoltre il valore della sperimentazione su scala industriale, considerata un passaggio necessario per comprendere se e come nuove tecnologie possano essere adottate su una porzione più ampia della produzione.
«La scelta di sperimentare su scala industriale la conduzione elettrica conferma il nostro impegno verso la decarbonizzazione, con l’intento di testare e validare soluzioni scalabili. Vogliamo dimostrare che l’innovazione può generare conoscenze condivise e trasformarsi in una nuova leva operativa a disposizione dell’intera industria dell’acciaio per raggiungere insieme i traguardi climatici europei», aggiunge Giuseppe Pasini.
Il progetto avviato a Lonato del Garda guarda quindi oltre il singolo stabilimento. I risultati della sperimentazione potranno contribuire alla valutazione di nuove soluzioni per l’intero comparto siderurgico, chiamato a conciliare le esigenze produttive con la progressiva riduzione delle emissioni.
Per Feralpi Group, l’impianto rappresenta un ulteriore tassello del percorso di innovazione industriale, con l’obiettivo di verificare sul campo una tecnologia che, qualora ne venissero confermati i benefici tecnici ed economici, potrebbe trovare applicazione anche in altri contesti produttivi.






