Chi l’ha detto che il vino rosso vada bevuto soltanto a temperatura ambiente? Sulla sponda veronese del Lago di Garda l’ultimo fine settimana di agosto si smonta uno dei cliché più rigidi del calice, mettendo al fresco uno dei prodotti più rappresentativi del territorio.
Da questo venerdì 28 a domenica 30 agosto torna infatti “Il Bardolino Freddo”, la rassegna dedicata al Bardolino Classico DOC servito a una temperatura più bassa del consueto, intorno ai 12 gradi, ideale per esaltarne la freschezza, la spiccata bevibilità e i caratteristici profumi fruttati. Giunto alla sua terza edizione, l’appuntamento coinvolge contemporaneamente Bardolino e Lazise, portando ben trenta cantine a popolare i lungolaghi dei due comuni.
A rendere possibile questo sono le caratteristiche storiche del Bardolino, un rosso leggero e poco tannico, prodotto principalmente da uve Corvina Veronese e Rondinella nate sulle colline moreniche orientali. Servito fresco, diventa un’eccellente alternativa ai vini bianchi e ai rosati, senza perdere il proprio legame con la tradizione.
Nata nel 2024 con soli quindici produttori, la manifestazione si è allargata l’anno successivo a Lazise e torna ora con una formula che punta sulla collaborazione territoriale, sostenuta dai Comuni, dalla Fondazione Bardolino Top, dal Consorzio di tutela e da numerose realtà locali.
A Bardolino il cuore dell’evento batte tra i lungolaghi Cornicello e Roma e il parco Carrara Bottagisio. La giornata di venerdì 28 agosto parte alle 10 con una passeggiata guidata tra vigne e uliveti con partenza dall’Istituto Tusini e tappa finale con degustazione all’Azienda Agricola Cà Bottura. Nel pomeriggio, dalle 17 a mezzanotte, si accendono i banchi d’assaggio delle quindici cantine sul lungolago Cornicello, affiancati dagli artigiani dell’associazione AMA. Dopo l’inaugurazione delle 18 al parco Bottagisio, la serata prosegue con il sax di Paolo Sax e con lo show dal vivo “Altrimenti ci arrabbiamo”, un omaggio musicale ai film di Bud Spencer e Terence Hill, mentre la Sala della Disciplina ospita l’Italian Opera Concert.
Il programma di sabato 29 agosto riprende la mattina con una camminata di sei chilometri nell’entroterra verso l’Agricampeggio Terra e Sogni per un assaggio a chilometro zero. Nel pomeriggio riaprono le degustazioni e la musica si fa strada con il funk e il pop dei Metro Cadillac. Il momento clou arriva in serata al parco Bottagisio con Katia Ricciarelli nel Galà d’operetta “Tace il labbro… ma brinda il calice”, seguito dai ritmi dei DJ set di DJ Gaio e José DJ.
Domenica 30 agosto le degustazioni accompagnano i visitatori fin dalla mattina. Il pomeriggio si apre con l’aperitivo acustico del duo “Sti Cats” e con un importante momento di approfondimento curato da Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi insieme a G.R.A.S.P.O. e La Soca. Questo incontro speciale permetterà di scoprire e assaggiare varietà rare e quasi dimenticate come Quaiara, Cavrara, Pelara e Rossetta di Montagna. La serata conclusiva vedrà poi alternarsi la tromba di Luckytrumpet e la musica soul, funk e R’n’B degli Zoe Safari.
A pochi chilometri di distanza, il lungolago Marconi di Lazise ospita le altre quindici cantine in un’atmosfera altrettanto vivace. Oltre agli assaggi, le tre serate offrono grande musica dal vivo, partendo venerdì con i Metro Cadillac, proseguendo sabato con le sonorità pop e country dei Terra Sonora e chiudendo la domenica con il pop-dance del Trio Fantasy.
Ad accompagnare i calici ci pensano le eccellenze della gastronomia locale. Durante la rassegna si possono gustare i famosi risotti dell’Ente Fiera di Isola della Scala, le specialità di Vigasio Eventi come bigoli, sbrisolona e polenta con luccio o baccalà, oltre ai tortelli e ai dolci a base di Pesca di Verona IGP, senza dimenticare i piatti speciali proposti dai ristoratori del circuito De Gustibus.
L’accesso all’area e agli spettacoli è completamente gratuito, mentre per degustare i vini occorre acquistare sul posto, al costo di cinque euro, il kit con il calice e la taschina personalizzata. Un calice fresco con cui passeggiare sul lungolago, scoprendo come anche il vino sappia rinnovarsi senza tradire le proprie radici.







