Il lago di Garda continua a perdere acqua e la situazione viene seguita con crescente attenzione. Dall’inizio di agosto il livello è diminuito mediamente di oltre un centimetro al giorno, avvicinandosi progressivamente alla soglia dei +40 centimetri considerata particolarmente delicata per diversi utilizzi della risorsa idrica. A dirlo, negli scorsi giorni, il quotidiano “BresciaOggi“.
Il dato registrato nel pomeriggio di domenica 16 agosto indicava infatti +52,8 centimetri sullo zero idrometrico di Peschiera, mentre all’inizio del mese il Garda si trovava a +72. In meno di tre settimane sono dunque venuti meno quasi venti centimetri. Considerando che ogni centimetro equivale a circa 3,7 milioni di metri cubi d’acqua, la perdita complessiva si aggira intorno ai 74 milioni di metri cubi.
La disponibilità attuale corrisponde a circa il 41% del riempimento dell’invaso. Il confronto con lo scorso anno rende ancora più evidente la situazione: il 16 agosto della precedente stagione il livello era a +93 centimetri, circa 40 centimetri in più rispetto a quello attuale. A pesare è soprattutto la prolungata assenza di precipitazioni, che ha ridotto fortemente anche il contributo degli affluenti.
Alla foce del Sarca, in particolare, l’apporto viene indicato in appena 12 metri cubi al secondo. Senza un cambiamento delle condizioni meteorologiche, la discesa del lago rischia quindi di proseguire, mettendo alla prova gli equilibri definiti da AiPo, Consorzi del Mincio e Comunità del Garda.
La soglia sulla quale si concentra l’attenzione è quella dei +40 centimetri. Al di sotto di questo livello potrebbero manifestarsi le prime difficoltà per l’approvvigionamento di acqua potabile. Sono circa quindici i Comuni delle sponde bresciana e veronese che utilizzano sistemi di pompaggio nelle profondità del Garda per soddisfare il fabbisogno idrico, particolarmente elevato in estate per la presenza di migliaia di turisti.
Un ulteriore problema potrebbe riguardare la navigazione. Una diminuzione ancora più marcata delle acque potrebbe infatti creare difficoltà nell’approdo delle imbarcazioni in alcuni porti del medio e basso Garda. Per il momento, dunque, l’evoluzione viene valutata giorno dopo giorno, nella speranza dell’arrivo di precipitazioni capaci di interrompere la fase siccitosa.
Nel frattempo alcuni Comuni della sponda bresciana hanno già adottato provvedimenti per contenere i consumi. A Puegnago del Garda, Manerba del Garda e Tignale, sulla base delle indicazioni di Acque Bresciane, sono state emanate ordinanze che introducono restrizioni e invitano i cittadini a utilizzare l’acqua con particolare attenzione.
L’indicazione è quella di limitare la risorsa idrica agli usi essenziali, riducendo tutto ciò che non è indispensabile. La siccità si accompagna infatti all’aumento della domanda tipico della stagione turistica e agli effetti delle recenti ondate di calore, rendendo ancora più importante contenere i consumi in attesa di un possibile cambio del tempo.






