Pomodori, zucchine e perfino angurie che crescono spontaneamente nei pressi degli scarichi a lago nella zona tra Desenzano e Rivoltella. Per Paolo Zanollo, del WWF Bergamo-Brescia, il fenomeno è tutt’altro che casuale e rappresenta un segnale visibile delle criticità che ancora interesserebbero il sistema fognario del Basso Garda.
«Quelle piante di pomodori, zucchine e angurie che spuntano ogni anno vicino agli scarichi a lago non sono un caso», osserva Zanollo. La spiegazione, secondo il referente del WWF, è legata alla capacità dei semi di alcune orticole, in particolare dei pomodori, di resistere alla digestione umana e al successivo passaggio nelle reti fognarie. «Quando gli scarichi rilasciano acque reflue nel lago, i semi si depositano nel limo ricco di nutrienti e germinano. Il risultato è un vero e proprio orto spontaneo».
Secondo Zanollo, la presenza di queste piante può essere letta come un bio-indicatore di antropizzazione e di carichi organici che raggiungono il lago. Il WWF richiama inoltre monitoraggi e campagne di analisi microbiologiche che, negli ultimi anni, avrebbero evidenziato problemi ricorrenti di contaminazione da reflui lungo la sponda bresciana del Basso Garda, anche in periodi non caratterizzati da piogge particolarmente intense.
Il nodo principale, per Zanollo, riguarda la persistenza del fenomeno nel tempo. «Da anni non è cambiato nulla. Il fenomeno si ripresenta identico, estate dopo estate, e le analisi più recenti continuano a mostrare gli stessi problemi di contaminazione». Da qui la critica alla gestione complessiva del sistema: gli scolmatori, secondo il WWF, continuerebbero a entrare in funzione con una frequenza ritenuta eccessiva, mentre molte reti resterebbero miste e quindi maggiormente esposte a criticità.
Dal punto di vista ambientale, Zanollo richiama l’attenzione sui possibili effetti dei carichi di nutrienti, batteri e altri contaminanti che possono raggiungere il lago, citando anche farmaci, detergenti e microplastiche. «Questo contribuisce all’eutrofizzazione e mette sotto pressione un ecosistema già fragile per altri motivi, dalla pressione turistica alla variazione dei livelli fino alla scomparsa dei canneti», sottolinea.
Il referente del WWF, Paolo Zanollo, si sofferma anche sull’aspetto sanitario, invitando a non consumare gli ortaggi cresciuti in quelle aree. «Anche se i frutti sembrano belli e succosi, crescono in un ambiente potenzialmente contaminato da patogeni e sostanze indesiderate», afferma.
La conclusione di Zanollo torna quindi sul tema strutturale. «Dal punto di vista tecnico-gestionale è la prova visibile che il sistema fognario del Basso Garda ha ancora criticità importanti e che, nonostante i progetti e le discussioni, la situazione di fondo non è stata affrontata in modo efficace». Un fenomeno che, per il WWF Bergamo-Brescia, resta biologicamente curioso ma soprattutto indicativo di un problema che continua a ripresentarsi nel tempo.






