Desenzano del Garda - Dom 25 Ottobre 2026

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Desenzano, fingono di essere Carabinieri per truffare un’anziana: due arresti

La Polizia di Stato sorprende due uomini mentre tentano di sottrarre gioielli a una donna. Per entrambi disposto anche il divieto di tornare in città per tre anni

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Si erano presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri per convincere un’anziana donna a consegnare i propri gioielli, utilizzando il pretesto di una rapina avvenuta in una gioielleria di Verona.

Il tentativo di truffa è stato però interrotto dagli agenti della Polizia di Stato di Desenzano del Garda, che hanno arrestato due uomini, un 32enne italiano residente in Campania e un 19enne egiziano senza fissa dimora, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi dagli agenti della Divisione Anticrimine in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Desenzano, impegnati in un’attività mirata alla prevenzione e al contrasto dei reati contro il patrimonio.

Durante un controllo in via delle Rimembranze, i poliziotti hanno notato un’automobile con due persone a bordo che procedeva lentamente, effettuando ripetute manovre in avanti e in retromarcia lungo la strada. Un comportamento che ha insospettito gli operatori, spingendoli ad avviare un’attività di osservazione e pedinamento.

Poco dopo, il 32enne è sceso dalla vettura e, mentre parlava al telefono, ha iniziato a spostarsi tra diversi numeri civici, fino a suonare il citofono di un’abitazione. Una donna anziana si è quindi presentata al cancello, consentendogli di entrare nel giardino.

Gli agenti hanno deciso di intervenire quando l’uomo, visibilmente nervoso, si è rifiutato di allontanarsi dall’ingresso dell’edificio, nonostante la proprietaria fosse già rientrata in casa. Fermato dai poliziotti, il 32enne ha sostenuto di trovarsi sul posto per fare visita a un amico. Contemporaneamente è stato bloccato anche il 19enne rimasto alla guida dell’automobile.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire il tentativo di raggiro. Poco prima, infatti, l’anziana aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come tenente dei Carabinieri. Il falso militare le aveva raccontato che un’automobile di proprietà del marito era stata fermata con a bordo alcune persone coinvolte in una rapina ai danni di una gioielleria di Verona.

Con questo pretesto, il sedicente ufficiale aveva chiesto alla donna di raccogliere tutti gli oggetti in oro presenti nell’abitazione, spiegandole che un collega sarebbe arrivato poco dopo per verificare che i preziosi non provenissero da attività illecite.

Il complice si era quindi presentato alla porta dell’anziana, qualificandosi a sua volta come appartenente all’Arma e sostenendo di dover fotografare i gioielli. Proprio in quel momento, però, il comportamento sospetto dell’uomo aveva attirato l’attenzione dei poliziotti, consentendo di interrompere il tentativo di truffa.

I due fermati sono stati accompagnati negli uffici del Commissariato. Durante gli accertamenti sul telefono cellulare del 32enne, successivamente sequestrato, gli investigatori hanno individuato una conversazione nella quale il presunto falso tenente indicava luoghi e abitazioni da raggiungere per mettere a segno le truffe.

Al termine delle procedure di polizia giudiziaria, entrambi sono stati arrestati con l’accusa di tentata truffa aggravata e accompagnati alla Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, a disposizione della Procura della Repubblica.

Il 32enne risultava avere a proprio carico numerosi precedenti penali e di polizia, tra cui reati in materia di stupefacenti, porto di armi e insolvenza fraudolenta. Anche il più giovane era già noto alle forze dell’ordine.

In seguito all’accaduto, il questore della provincia di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto nei confronti di entrambi la misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Desenzano del Garda per tre anni. La violazione del provvedimento può comportare conseguenze penali, con pene che possono arrivare fino a un anno e mezzo di reclusione e una multa di 10mila euro.

La Polizia di Stato richiama ancora una volta l’attenzione dei cittadini sui tentativi di truffa che prendono di mira soprattutto le persone anziane. Le forze dell’ordine non chiedono mai la consegna di denaro o gioielli per effettuare verifiche investigative, né richiedono informazioni riservate come numeri di conto corrente, dati delle carte di credito o codici di sicurezza.

In presenza di telefonate o richieste sospette, l’invito è quello di non consegnare denaro o oggetti preziosi e contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112. È inoltre possibile effettuare segnalazioni attraverso l’applicazione della Polizia di Stato YouPol.

«Le truffe rivolte agli anziani costituiscono una tipologia di reato particolarmente odiosa, in quanto prendono di mira persone fragili, ingannandole attraverso artifici e stratagemmi messi in atto con modalità spesso insidiose – ha sottolineato il questore Paolo Sartori –. Proprio per questo la Polizia di Stato mantiene da sempre alta l’attenzione su questo fenomeno criminale, promuovendo da tempo, a livello nazionale, attività di informazione e prevenzione che si rivelano fondamentali per aumentare la consapevolezza dei cittadini e offrire strumenti utili alle potenziali vittime per riconoscere le situazioni di criticità».

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