Lago di Garda - Dom 09 Agosto 2026

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Ferragosto sul Garda, previste presenze oltre il 73% ma i turisti spendono meno

Ferragosto sul Garda, previste presenze oltre il 73% ma i turisti spendono meno

Trasporti e alloggi assorbono una quota crescente del budget, mentre diminuiscono shopping, ristorazione e consumi accessori. A pesare anche il caldo estremo

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Il Garda si avvicina a Ferragosto con un quadro turistico sostanzialmente positivo, ma dietro il dato delle presenze emergono alcune criticità che stanno modificando il modo in cui i visitatori spendono e vivono la destinazione.

Secondo l’indagine condotta da Confesercenti presso le realtà ricettive associate, l’occupazione sul Lago di Garda ha superato il 73% in vista delle prossime due settimane, con prezzi delle camere in crescita. Un andamento che conferma la tenuta della destinazione anche nel pieno della stagione estiva e che potrebbe ulteriormente migliorare grazie alle prenotazioni last minute.

Il dato gardesano è superiore alla media provinciale, ferma intorno al 65%, mentre anche la montagna registra livelli di occupazione superiori al 70%. A distinguersi è inoltre il Lago d’Iseo, che secondo la rilevazione presenta il tasso di occupazione più elevato della provincia.

Il numero dei turisti, dunque, continua a essere importante. Il problema, secondo gli operatori, è che una presenza non equivale più necessariamente allo stesso valore economico di qualche anno fa.

È il fenomeno che Confesercenti definisce «rarefazione del valore»: il turista arriva, soggiorna e contribuisce ai buoni dati dell’occupazione, ma tende a distribuire una quota sempre più ridotta del proprio budget tra le attività del territorio.

«Il problema non è la quantità dei turisti, ma la qualità della spesa che generano sul territorio», osserva Andrea Maggioni, presidente di AssoTurismo Confesercenti Lombardia.

Le priorità di spesa sono cambiate. Trasporto e pernottamento assorbono una parte consistente del budget disponibile, mentre diventano più facilmente rinunciabili le cosiddette spese extra: una cena, un aperitivo, un acquisto nei negozi, una giornata dedicata allo shopping.

Un fenomeno particolarmente significativo per il Garda, dove turismo, ristorazione, commercio e servizi sono strettamente legati alla capacità dei visitatori di spendere anche al di fuori delle strutture ricettive.

A incidere sulla situazione è anche la composizione della domanda turistica. Tedeschi e italiani rappresentano insieme la parte più consistente delle presenze sul Garda: i primi valgono circa il 40%, mentre i visitatori italiani sfiorano il 30%.

Entrambi i mercati, però, stanno facendo i conti con una maggiore attenzione al budget.

«I turisti non mancano, ma spendono meno: un aperitivo in meno, una cena in meno, un acquisto in meno», spiega Maggioni, sottolineando come la questione sia legata soprattutto al potere d’acquisto reale e non necessariamente a un calo dell’attrattività della destinazione.

Il fenomeno si inserisce inoltre in un rapporto particolarmente stretto tra l’economia bresciana e quella tedesca, non soltanto per il turismo ma anche per il peso della Germania nel sistema produttivo della provincia.

Le rilevazioni nazionali citate da Confesercenti confermano questa tendenza: la spesa dei visitatori stranieri cresce soprattutto per l’ospitalità, mentre gli acquisti nei negozi mostrano una crescita molto più contenuta e i trasporti interni registrano una contrazione.

Per il commercio dei centri storici, quindi, il turista che arriva non è necessariamente un turista che compra.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono le temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane.

Sul Garda, così come nel resto della provincia, le ore centrali della giornata sono diventate molto meno favorevoli alle attività commerciali e alla ristorazione. I visitatori tendono a evitare gli spostamenti nelle fasce più calde, riducendo le soste nei centri abitati e concentrando le uscite soprattutto nelle ore serali.

Per bar, ristoranti e negozi questo significa perdere una parte di quella spesa che, in una stagione turistica tradizionale, si distribuisce lungo l’intero arco della giornata.

Gli operatori segnalano in diversi casi una contrazione del fatturato superiore al 20-25% nelle ore diurne, proprio in un periodo che normalmente rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno per gli incassi. A questo si aggiunge l’aumento dei costi energetici legati alla climatizzazione e alla conservazione degli alimenti.

«Il cambiamento climatico non è più solo una questione ambientale: è ormai una variabile economica che incide sulla competitività delle nostre imprese», sottolinea Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale, definendolo una vera e propria «tassa climatica».

Nonostante le difficoltà, il quadro non è quello di una stagione negativa. Al contrario, il Garda continua a mantenere livelli di occupazione elevati e la domanda turistica resta sostenuta.

A cambiare è piuttosto la composizione dei flussi e, soprattutto, la loro capacità di generare ricadute diffuse sul territorio.

Un elemento positivo arriva infatti dai nuovi mercati internazionali, con una crescita dei visitatori provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Brasile. Sono mercati che stanno contribuendo a compensare, almeno in parte, la minore capacità di spesa dei visitatori provenienti da alcuni Paesi europei.

La sfida per il Garda, quindi, non sembra essere quella di riempire le strutture ricettive. I numeri delle presenze confermano che la destinazione continua ad avere una forte capacità attrattiva.

Il nodo è un altro: riuscire a trasformare quelle presenze in valore economico distribuito tra alberghi, ristoranti, negozi, servizi e attività del territorio, in una stagione in cui il caldo modifica le abitudini dei visitatori e il potere d’acquisto impone scelte sempre più attente.

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