Con la mezzanotte di ieri, giovedì 6 agosto, ha cessato di avere efficacia l’ordinanza emanata dal sindaco Marco Togni per la presenza di un presunto varano sul territorio comunale di Montichiari. A comunicarlo sui proprio canali social è lo stesso primo cittadino, che ha fatto il punto sulle attività di monitoraggio svolte nelle ultime settimane.
«La storia del varano non era una bufala come qualcuno ha pensato e come qualcuno ancora crede», afferma Togni. Il sindaco spiega che, prima dell’adozione dell’ordinanza, sono state effettuate tutte le verifiche necessarie insieme al Nucleo Forestale dei Carabinieri e alla Polizia Provinciale. «La fotografia del varano era reale. Io stesso ho verificato il telefono del ragazzo che lo aveva avvistato e l’immagine risultava presente nella galleria fotografica, completa dei metadati e della geolocalizzazione dello scatto», aggiunge.
L’obiettivo del provvedimento era duplice: garantire la sicurezza delle persone e accertare l’eventuale presenza dell’animale sul territorio. «Il monitoraggio non ha dato questo esito. L’unica cosa certa è che in questi quindici giorni, con ricerche iniziate anche prima dell’ordinanza, il varano non è stato trovato», sottolinea il sindaco.
Togni ha quindi rivolto un ringraziamento al comandante della Polizia Provinciale, Dario Saleri, e al comandante del Nucleo Forestale dei Carabinieri, colonnello Cesare Nascè, evidenziando la collaborazione e l’impegno degli operatori coinvolti nelle ricerche. Ha inoltre ricordato che le attività di monitoraggio non hanno compromesso il regolare svolgimento degli altri servizi di controllo sul territorio provinciale.
Nella parte finale del suo intervento il sindaco ha osservato come il caso abbia attirato un’ampia attenzione mediatica, arrivando anche oltre i confini nazionali. «Sono stato contattato perfino dal The Times di Londra», racconta. E conclude con una proposta: «Sarebbe bello se Montichiari adottasse il varano come propria mascotte, un progetto su cui magari lavorare in futuro, anche come guida simbolica dei musei cittadini».






