Il nuovo progetto per il sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Lago di Garda continua a dividere.
Dopo la presentazione al Brixia Forum da parte del commissario straordinario Andrea Polichetti, il Presidio 9 Agosto e gli altri comitati territoriali hanno espresso una dura critica sia al metodo seguito sia ai contenuti del piano, chiedendo maggiore coinvolgimento delle comunità locali e sollevando dubbi sugli impatti ambientali, economici e infrastrutturali dell’opera.
Il progetto illustrato dal commissario prevede un investimento di oltre 314 milioni di euro per realizzare un nuovo sistema di collettamento delle acque reflue della costa bresciana del Garda.
L’intervento comprende circa 60 chilometri di nuovi collettori, cinque stazioni di sollevamento, una doppia condotta sublacuale tra Toscolano Maderno e Salò e un nuovo impianto di depurazione a Esenta di Lonato del Garda. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2034.
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, l’opera punta a modernizzare il sistema fognario, migliorare la tutela ambientale del lago e favorire il riutilizzo delle acque depurate per l’irrigazione di circa 700 ettari di terreni agricoli, con l’obiettivo di rendere il nuovo impianto energeticamente autosufficiente per oltre il 40% entro il 2035.
I comitati contestano innanzitutto il percorso che ha portato alla definizione del progetto.
«Sentir parlare di massima trasparenza e coinvolgimento dei territori è quantomeno paradossale», affermano gli ambientalisti, secondo i quali gli incontri organizzati negli ultimi anni non avrebbero mai consentito un confronto reale con cittadini e amministrazioni locali.
Nel mirino finisce anche la presentazione al Brixia Forum, definita una semplice esposizione tecnica senza possibilità di intervento da parte del pubblico. Secondo il Presidio 9 Agosto, nemmeno i sindaci presenti avrebbero potuto porre domande o esprimere osservazioni.
I comitati criticano anche la scelta di organizzare l’incontro nel pieno della stagione estiva, ritenendo che ciò abbia limitato ulteriormente la partecipazione dei territori interessati.
Tra le principali contestazioni c’è la complessità del nuovo sistema previsto.
Secondo gli oppositori, le nuove condotte dovranno attraversare un territorio già fortemente infrastrutturato, caratterizzato dalla presenza di autostrade, ferrovie e numerose opere esistenti, con cantieri destinati a incidere per anni sulla viabilità e sulla vita quotidiana dei residenti.
Nel comunicato viene riportato anche un esempio concreto: il refluo prodotto da un’abitazione nel centro di Salò dovrebbe percorrere oltre venti chilometri di rete prima di raggiungere il nuovo impianto, nonostante la distanza in linea d’aria sia di poco superiore ai tre chilometri.
Per i comitati questa soluzione rappresenta un sistema eccessivamente complesso rispetto agli obiettivi dichiarati.
Tra i punti contestati compare anche la sostenibilità economica dell’opera. Gli ambientalisti, infatti, esprimono preoccupazione per l’eventuale ricorso al project financing, ritenendo che un possibile coinvolgimento di capitali privati possa tradursi in maggiori costi per il servizio idrico. Si tratta di una valutazione avanzata dai comitati: al momento non è stato annunciato alcun aumento delle tariffe.
Sul fronte ambientale vengono sollevate diverse osservazioni.
Secondo il Presidio 9 Agosto il progetto comporterebbe un significativo consumo di suolo per la realizzazione del nuovo depuratore e non affronterebbe quelle che considera le principali criticità del Garda, come la separazione delle reti di acque bianche e nere, gli scarichi abusivi e gli sfioratori di piena.
Nel comunicato vengono inoltre espresse perplessità sulle valutazioni ambientali effettuate, sostenendo che alcuni studi scientifici recenti sul fiume Chiese non sarebbero stati adeguatamente considerati nella progettazione.
I comitati tornano anche sul tema della cosiddetta “bomba ecologica” che negli anni ha accompagnato il dibattito sul depuratore, sostenendo che non vi fossero le condizioni di emergenza spesso richiamate per giustificare il commissariamento dell’opera.
Il confronto entrerà ora nella fase decisiva dell’iter amministrativo.
Nei prossimi mesi prenderanno avvio la Conferenza dei Servizi e la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), durante le quali il progetto sarà sottoposto ai necessari approfondimenti tecnici e autorizzativi.
I comitati annunciano che esamineranno nel dettaglio tutta la documentazione progettuale e continueranno a promuovere incontri pubblici nei territori coinvolti. Per domenica 9 agosto è stato inoltre organizzato un presidio davanti al Broletto di Brescia, in piazza Paolo VI.
Il confronto resta quindi aperto: da una parte il progetto viene presentato come un intervento strategico per rinnovare il sistema di depurazione della costa bresciana del Garda; dall’altra i comitati continuano a chiedere soluzioni alternative e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni che riguardano il futuro del territorio.






