La conferenza tenuta ieri a Milano dall’assessore regionale Guido Bertolaso ha segnato un nuovo importante capitolo per il futuro dell’Ospedale di Desenzano.
«La svolta era nell’aria da un po’ di tempo ma, con questo passaggio formale, è diventata realtà: l’Ospedale di Desenzano resterà sul Montecroce, dove si trova oggi e dove è sempre stato. Con il nuovo studio comparativo realizzato dal Politecnico di Milano viene infatti definitivamente superata e accantonata l’opzione “Buca”, che tante reazioni aveva generato fin dalla sua comparsa nel primo studio di fattibilità, ormai cinque anni fa, a favore della costruzione di un nuovo ospedale sul sedime dell’attuale, attraverso una progressiva demolizione e ricostruzione».
A dirlo è Andrea Spiller, consigliere comunale di minoranza del Movimento 5 Stelle a Desenzano del Garda. «Non ci sarà quindi nuovo consumo di suolo, ma verrà mantenuta la posizione attuale, tanto cara ai desenzanesi. Questa evoluzione sembrava pura utopia soltanto pochi mesi fa ed è stata resa possibile da un’azione sinergica a più livelli, che ha portato l’amministrazione regionale a questo cambio di rotta».
«Noi abbiamo lavorato duramente attraverso il Tavolo Politico per l’Ospedale sul piano istituzionale, incontrando più volte l’Amministrazione comunale, la direzione di ASST Garda e i numerosi soggetti coinvolti in questo percorso decisionale, arrivando a depositare alcuni mesi fa una proposta formale e concreta per il mantenimento dell’ospedale nella sua sede attuale, sfruttando gli spazi contigui. Una proposta che è stata poi parzialmente recepita dallo studio presentato ieri», afferma Spiller.
«Determinante è stato anche il ruolo dei cittadini, che, attraverso il Comitato per l’Ospedale e con iniziative individuali, hanno portato all’attenzione degli enti il proprio dissenso nei confronti di una soluzione iniziale ritenuta assolutamente irricevibile. Una mobilitazione ampia, trasversale e partecipata, come non si vedeva da molto tempo. In un periodo storico in cui le battaglie politiche coinvolgono sempre meno persone, in questo caso la partecipazione della comunità ha contribuito a cambiare il corso degli eventi», prosegue ancora il consigliere.
Il passaggio di ieri rappresenta tuttavia un punto di ripartenza, non un punto di arrivo. Restano infatti numerose questioni da approfondire e chiarire, che potranno essere analizzate nei prossimi mesi attraverso l’esame della documentazione disponibile», conclude Spiller.






