Tentano di mettere a segno l’ennesima truffa ai danni di un’anziana, ma vengono fermati e arrestati dai veri carabinieri. È accaduto nel pomeriggio di giovedì 23 luglio a Desenzano del Garda, al termine di un’operazione condotta dai militari dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Desenzano.
L’intervento è avvenuto nell’ambito dei controlli rafforzati disposti per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane. I militari avevano infatti individuato un’auto a noleggio sospetta, utilizzata da soggetti ritenuti soliti a questo tipo di raggiri, e hanno deciso di monitorarne gli spostamenti.
Secondo quanto ricostruito, uno dei truffatori ha contattato telefonicamente una donna anziana fingendosi un carabiniere. Con una storia studiata nei dettagli, le ha riferito che la targa dell’auto della figlia era stata clonata e utilizzata per commettere una rapina a Brescia.
Per verificare la provenienza dei gioielli presenti in casa, la donna è stata invitata a consegnare oro e denaro a due presunti periti che sarebbero passati poco dopo.
Come annunciato durante la telefonata, i due complici si sono presentati all’abitazione della vittima e, ottenuto il sacchetto contenente preziosi e contanti, si sono allontanati rapidamente.
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa, che stavano monitorando i movimenti dell’auto sospetta nella zona residenziale del centro di Desenzano, hanno notato la fuga repentina dal quartiere e sono intervenuti immediatamente.
L’auto è stata bloccata poco distante. I due uomini avrebbero tentato di sottrarsi al controllo opponendo resistenza, ma sono stati fermati e trovati in possesso di tutti i beni appena sottratti all’anziana.
Condotti in caserma, sono stati arrestati in flagranza di reato con le accuse di truffa aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale, e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Brescia.
Per la vittima, oltre al comprensibile spavento, resta almeno il sollievo di aver potuto recuperare integralmente i propri gioielli e i ricordi di valore custoditi da anni. Va ricordato che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.






