Lonato del Garda - Gio 16 Luglio 2026

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Incendio di Lonato, Arpa: diossine sopra i livelli di riferimento nei primi campionamenti dell’aria

Diffusi i risultati delle analisi dopo il rogo del deposito di plastiche. Benzo(a)pirene sotto il limite di quantificazione, le concentrazioni di diossine e furani confermano l'impatto dell'incendio

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Arrivano i primi risultati sullo stato della qualità dell’aria dopo il vasto incendio che lo scorso 12 luglio ha distrutto un capannone adibito allo stoccaggio di materiale plastico di un’azienda di trattamento rifiuti a Lonato del Garda.

Arpa Lombardia, infatti, ha diffuso gli esiti delle analisi effettuate sui primi due campioni raccolti dal campionatore ad alto volume installato nelle ore successive al rogo per monitorare le ricadute dei fumi.

Il primo campione è stato prelevato tra le 18:35 del 12 luglio e le 8:17 del 13 luglio, mentre il secondo tra le 9:30 del 13 luglio e le 9:03 del 14 luglio.

Il punto di campionamento è stato individuato sulla base delle condizioni meteorologiche e dei modelli previsionali del vento, utilizzati per stimare l’area potenzialmente interessata dalle ricadute.

Le analisi evidenziano una presenza significativa di diossine e furani. Nel primo campione è stata rilevata una concentrazione di 4,15 pg WHO-TEQ/m³, salita a 15,31 pg WHO-TEQ/m³ nel secondo. Valori superiori al riferimento di 0,3 pg WHO-TEQ/m³ indicato dalla letteratura scientifica come indice della presenza di una sorgente emissiva locale.

Arpa precisa che questo valore non rappresenta un limite normativo sulla qualità dell’aria né una soglia sanitaria, ma costituisce un parametro tecnico utile a individuare la presenza di un’emissione. Secondo l’Agenzia, i risultati sono compatibili con la combustione dei materiali plastici coinvolti nell’incendio.

Notizie più rassicuranti arrivano invece dagli Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa). In entrambi i campioni il benzo(a)pirene, unico composto della categoria per il quale la normativa prevede un valore obiettivo, è risultato inferiore al limite di quantificazione del metodo analitico.

Inoltre, Arpa sottolinea che, trattandosi di una simulazione basata su modelli previsionali del vento, non è possibile delimitare con precisione l’estensione geografica delle ricadute dei fumi.

I dati raccolti sono stati trasmessi alle autorità competenti per le valutazioni sanitarie e ambientali, mentre i monitoraggi proseguiranno nei prossimi giorni per seguire l’evoluzione della situazione.

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