Il consigliere comunale di minoranza di Desenzano Andrea Spiller (M5S) denuncia i migliaia di litri di acqua contaminata da reflui fognari che finiscono nel lago di Garda, presentando i risultati di un’indagine condotta tra il 2024 e il 2025 su 25 scarichi dislocati lungo la costa bresciana del lago. 75 campioni totali, prelevati in tre diversi periodi dell’anno per ciascun punto.
Secondo la ricerca, solo 3 scarichi su 25 sono risultati puliti in tutti i periodi monitorati. Tutti gli altri hanno presentato valori significativi di contaminazione in almeno uno dei campionamenti.
Tre punti, in particolare, hanno superato le soglie di legge in tutti i periodi dell’anno considerati. Dati che, secondo Spiller, spiegano senza sorprese i risultati della Goletta dei Laghi 2026, che ha classificato tutti e sei i punti monitorati sulla sponda bresciana del Garda come fuori dai limiti.
La situazione a Desenzano è oggetto di una critica specifica: secondo il consigliere, Acque Bresciane non effettua interventi strutturali significativi sulla rete fognaria dal 2021, nonostante la presenza di diverse situazioni gravi accertate dai campionamenti.
Il caso più emblematico è quello dello scarico della Maratona, definito dallo stesso Spiller «una vera e propria fogna a cielo aperto» che convoglia ogni giorno centinaia di litri di acqua contaminata nelle acque antistanti il porto, sotto gli occhi di cittadini e turisti.
Il problema, sottolinea il consigliere, va ben oltre i batteri indicatori abitualmente misurati (Escherichia Coli e Enterococchi). Nelle fognature, e quindi nel lago, finiscono anche sostanze chimiche, medicinali, detergenti, plastiche e microplastiche, inquinanti molto più resistenti e impattanti per l’intero ecosistema. A confermarlo, una ricerca dell’Università di Milano che ha rilevato la presenza di filamenti plastici nelle carni di alcuni pesci del lago.
«In questi anni abbiamo assistito all’investimento di milioni di euro di soldi pubblici per occupare migliaia di metri quadrati di lago con nuove passeggiate e colate di cemento», continua Spiller, «senza preoccuparsi di risolvere le criticità che proprio sotto quelle rive giacciono da decenni. È una questione di priorità: se non si cambia direzione prima che sia tardi, rischiamo di pagarne le conseguenze».













