Il futuro urbanistico di Lonato del Garda, il consumo di suolo e le scelte di programmazione dell’amministrazione comunale tornano al centro del confronto politico. A intervenire è il gruppo “Lonato Insieme“, che attraverso una nota stampa firmata da Giovanni Contiero esprime una valutazione critica sul recente via libera al Documento Unico di Programmazione (DUP) della giunta guidata dal sindaco Nicola Bianchi.
Secondo il gruppo, il documento approvato dall’amministrazione presenta diverse carenze, soprattutto per quanto riguarda il collegamento tra gli obiettivi annunciati e gli strumenti necessari per realizzarli. Al centro delle osservazioni c’è il rapporto tra il DUP e il Piano di Governo del Territorio (PGT), considerati due strumenti che dovrebbero procedere in maniera coordinata per definire le prospettive di sviluppo della città.
«La giunta Bianchi celebra l’approvazione del Documento Unico di Programmazione ed i suoi contenuti in termini di opere pubbliche e sicurezza. La valutazione che “Lonato Insieme” esprime sul DUP appena approvato è di tutt’altro tono. Lo riteniamo uno strumento per niente ambizioso e con scarsi elementi di programmazione», dichiara Contiero.
La critica riguarda in particolare la mancanza, secondo “Lonato Insieme”, di una visione complessiva capace di collegare gli interventi previsti con le trasformazioni urbanistiche del territorio. Il gruppo ritiene che il DUP si limiti a individuare alcune misure senza precisare adeguatamente percorsi attuativi e risorse economiche.
Uno degli elementi principali della nota riguarda l’età dell’attuale PGT di Lonato, approvato nel 2010. Nonostante le due varianti generali intervenute negli anni successivi, secondo il gruppo lo strumento urbanistico avrebbe ormai un’impostazione superata rispetto ai cambiamenti economici, edilizi e territoriali avvenuti negli ultimi sedici anni.
Tra le questioni evidenziate figurano il quasi esaurimento degli Ambiti di Trasformazione previsti dal piano, il livello di consumo di suolo registrato nel territorio comunale e i nuovi obiettivi di contenimento dell’espansione urbanistica definiti a livello provinciale.
In particolare, “Lonato Insieme” richiama i dati ISPRA, secondo i quali il Comune si collocherebbe tra quelli con maggiore consumo di suolo nella provincia di Brescia. A questo si aggiunge la proposta di adeguamento della pianificazione provinciale a quella regionale, che assegna a Lonato una percentuale di riduzione del consumo di suolo pari al 30%.
Secondo il gruppo, un ulteriore segnale dell’inadeguatezza dell’attuale pianificazione sarebbe rappresentato dal frequente ricorso a interventi in deroga al PGT. Nella nota si sostiene infatti che molti dei provvedimenti esaminati dalla Commissione Urbanistica riguardino procedure previste dall’articolo 40 ter della legge regionale 12/2005 oppure richieste attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) in deroga allo strumento urbanistico.
Per “Lonato Insieme”, obiettivi come la tutela del suolo agricolo, l’individuazione di aree per le energie rinnovabili, la realizzazione di nuovi interventi di edilizia residenziale pubblica e il recupero dei centri storici, dovrebbero essere affrontati attraverso una revisione complessiva del PGT, anziché mediante singole varianti o autorizzazioni specifiche.
Tra gli esempi citati compare via Mantova, un’area che, secondo il gruppo, negli ultimi quindici anni ha subito importanti trasformazioni, con la progressiva presenza di attività artigianali, commerciali e sportive. Nella stessa zona si trova anche un ambito estrattivo dismesso, per il quale il vecchio piano prevedeva interventi di recupero ambientale.
“Lonato Insieme” sostiene che il ricorso a interventi puntuali e varianti abbia progressivamente modificato le previsioni originarie, rendendo necessario un nuovo inquadramento urbanistico dell’area. Un ragionamento che viene esteso anche al Lido di Lonato, indicato nella nota come un’altra zona nella quale il gruppo teme possibili pressioni speculative.
Un ulteriore capitolo riguarda il tema della casa e dell’abitare accessibile. Il gruppo richiama gli obiettivi contenuti nel DUP relativi all’individuazione di nuove aree per l’edilizia economica e popolare e alla possibilità di realizzare alloggi a prezzi calmierati destinati a residenti e lavoratori.
Secondo “Lonato Insieme”, queste prospettive richiederebbero però una preventiva definizione delle aree interessate attraverso uno strumento urbanistico aggiornato, capace di stabilire dove e con quali criteri sviluppare gli interventi.
Particolare attenzione viene riservata anche alle previsioni economiche contenute nel DUP per il 2027. Il gruppo evidenzia che il documento indica 3,7 milioni di euro di entrate derivanti dal rilascio di concessioni edilizie, con un incremento del 33% rispetto al 2026.
Una stima che, secondo “Lonato Insieme”, appare difficilmente conciliabile con l’obiettivo provinciale di ridurre il consumo di suolo del 30%. Il gruppo richiama inoltre la posizione contraria espressa dal sindaco rispetto alla proposta provinciale di contenimento del consumo di territorio.
Nella nota viene avanzata anche una critica alla dipendenza del bilancio comunale dai proventi edilizi, ritenuti una fonte rilevante per il finanziamento delle opere pubbliche e della spesa corrente. Secondo “Lonato Insieme”, questa impostazione rischierebbe di condizionare le scelte urbanistiche e di rendere più difficile una politica orientata alla limitazione delle nuove edificazioni.
Il gruppo segnala inoltre che nel DUP non sarebbe previsto alcuno stanziamento per la redazione di un nuovo PGT, né verrebbe esplicitamente indicata la necessità di procedere al rinnovo dello strumento urbanistico.
Tra gli altri temi affrontati figura la tutela delle attività agricole, che “Lonato Insieme” considera fondamentale anche per valorizzare la vocazione ambientale e turistica del territorio. Il gruppo giudica insufficienti i riferimenti contenuti nel documento alla promozione dei prodotti De.Co. e all’integrazione tra agricoltura e turismo.
La proposta è quella di procedere a una revisione delle aree agricole e di quelle sottoposte a salvaguardia, definendo con maggiore precisione anche le possibilità di trasformazione degli immobili rurali in strutture destinate alla ricettività turistica.
Per Giovanni Contiero e “Lonato Insieme”, dunque, la priorità è avviare un percorso che porti alla predisposizione di un nuovo Piano di Governo del Territorio, partendo da un’analisi dei cambiamenti intervenuti dal 2010 e dalle prospettive economiche e sociali della città.
«Riteniamo quindi non più rimandabile a Lonato la definizione di un nuovo strumento urbanistico che indichi con precisione vocazioni territoriali e linee di sviluppo, limitando quindi la domanda da parte di investitori che trovano in un ambito di incerto quadro normativo urbanistico la possibilità di ottenere sempre più permessi in deroga», concludono.
La posizione espressa da “Lonato Insieme” apre quindi un nuovo fronte di confronto sulle scelte amministrative, ponendo al centro il rapporto tra sviluppo edilizio, tutela del territorio, sostenibilità economica e programmazione urbanistica.







