Dopo oltre due anni di inattività, il Centro Ittiogenico di Bardolino è pronto a tornare operativo. È stato infatti presentato l’accordo che consentirà di riattivare la struttura, considerata strategica per il ripopolamento delle specie ittiche autoctone e per la tutela dell’ecosistema del Lago di Garda.
L’intesa prevede il trasferimento sperimentale della gestione dell’incubatoio al Comune di Bardolino, che opererà in collaborazione con le associazioni del territorio e sotto il coordinamento scientifico della Regione del Veneto. L’accordo nasce dalla collaborazione tra le istituzioni e consente di superare una situazione di stallo che si protraeva da tempo.
«Il raggiungimento di questo accordo è un grande successo per Bardolino e per il Lago di Garda, perché consente di superare una situazione di impasse che rischiava di compromettere un patrimonio fondamentale per il nostro territorio», commenta il sindaco Daniele Bertasi.
«Questa iniziativa è stata fortemente voluta dal Comune di Bardolino, che ha scelto di prendersi la responsabilità di guidare una soluzione attesa da anni», aggiunge il primo cittadino.
La riattivazione dell’incubatoio permetterà di riprendere i programmi di ripopolamento delle specie simbolo del Garda, contribuendo alla conservazione della biodiversità e al benessere dell’ambiente lacustre. Il progetto rappresenta inoltre il primo passo verso una valorizzazione più ampia della struttura, che l’amministrazione intende sviluppare come punto di riferimento per l’educazione ambientale e la sensibilizzazione delle nuove generazioni.
Nel ringraziare quanti hanno contribuito al raggiungimento dell’accordo, il Comune ha espresso riconoscenza all’assessore regionale alla Pesca Dario Bond, al consigliere regionale Alberto Bozza, al vicepresidente della Provincia di Verona Stefano Negrini, al sindaco di Bovolone Orfeo Pozzani e ai consiglieri comunali Ruggero Pozzani e Martina Meschieri.






