Il recente episodio di maltempo che ha colpito il basso Garda ha riacceso i riflettori sulla tenuta delle infrastrutture costiere di Desenzano. Dopo le critiche del consigliere e capogruppo Pd, Stefano Terzi, a finire al centro dell’attenzione oggi è la nuova passeggiata a lago, recentemente riqualificata, che ha registrato distacchi di lastre della pavimentazione, arredi danneggiati e alberature divelte a causa dell’azione del moto ondoso.
Il gruppo locale di “Azione Desenzano” esprime in prima battuta profondo rammarico per i danni subiti da un’opera pubblica così importante per la cittadinanza e per il turismo, ma solleva al contempo una forte preoccupazione di carattere strutturale e preventivo.
«Chi vive Desenzano ogni giorno apprezza indubbiamente l’impatto estetico del nuovo lungolago, ma l’evento dell’altra sera ha insinuato un dubbio legittimo in tantissimi cittadini: cosa succederà alla prossima vera burrasca?» commentano i rappresentanti del direttivo di Azione.
I dati emersi nelle ultime ore delineano uno scenario che non può essere ignorato: a causare il sollevamento delle lastre di pietra e i danneggiamenti sono bastate appena due ore di “lagheggiata” alimentata da un forte vento di Balin. Un lasso di tempo estremamente ridotto e, soprattutto, verificatosi in un momento in cui il livello complessivo delle acque del lago era relativamente basso.
«Siamo assolutamente certi – prosegue la nota di Azione – che il personale tecnico, i progettisti e le imprese coinvolte nell’opera siano professionisti di altissimo livello che hanno eseguito calcoli rigorosi. Tuttavia, la natura ha una forza imprevedibile che spesso supera i modelli teorici. Proprio per questo, l’ingegneria moderna dovrebbe sempre fare tesoro della memoria storica e dell’esperienza del territorio.»
Dal punto di vista della prevenzione, Azione richiama l’attenzione sulle modalità costruttive tradizionali che hanno protetto le sponde del Garda per secoli: «I nostri “antichi”, pur con molta meno tecnologia e basandosi sull’osservazione diretta, sapevano perfettamente che il lago esige rispetto e che la sua energia cinetica va mitigata. Laddove il lago “spinge” con più violenza e nei punti storicamente più esposti, le sponde venivano sistematicamente protette da frangiflutti naturali, capaci di spezzare la forza delle onde prima che impattassero sulle strutture fisse».
I mutamenti climatici in atto dimostrano che eventi meteorologici intensi sono purtroppo sempre più frequenti. «La vera incognita sollevata dalla forza politica riguarda il prossimo inverno: cosa accadrà quando la perturbazione non durerà solo un paio d’ore, ma persisterà per tre o cinque giorni consecutivi, magari con un livello del bacino idrico decisamente più alto rispetto a quello attuale?», si chiedono.
«La bellezza architettonica è un valore, ma la resilienza nel tempo e la sicurezza dei cittadini sono priorità assolute – conclude Azione Desenzano –. Auspichiamo che quanto accaduto rimanga un episodio isolato e che si intervenga subito per rimediare alle criticità emerse. Questo campanello d’allarme deve spingere l’amministrazione a un bagno di realtà: la cura del nostro fragile territorio non può permettersi di rincorrere costantemente le emergenze, ma deve basarsi su una seria e costante programmazione preventiva».






