Un quadro meno incoraggiante rispetto allo scorso anno emerge dalla ventunesima edizione di Goletta dei Laghi 2026, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio della qualità delle acque lacustri italiane. Sulla sponda veneta del Lago di Garda sono stati analizzati sei punti: tre sono risultati entro i limiti di legge, due inquinati e uno fortemente inquinato. Nel 2025, invece, tutti i punti monitorati erano risultati conformi ai parametri previsti.
Nel dettaglio, sono risultati nei limiti di legge la foce del torrente Gusa, la foce del torrente Marra e la foce del rio Dugale. Si tratta di siti che in passato avevano fatto registrare superamenti dei limiti e che consolidano il rientro nei parametri già osservato rispettivamente nel 2021, nel 2025 e nel 2020.
Le criticità riguardano invece la foce del torrente Bosca e la foce del torrente Rielo, entrambi classificati come inquinati. I due punti erano risultati nella norma nel 2025, mentre nel 2024 erano stati giudicati fortemente inquinati. Il dato più preoccupante riguarda la foce del torrente San Severo, classificata quest’anno come fortemente inquinata, dopo essere rimasta entro i limiti dal 2019.
Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi, ha sottolineato come i risultati restituiscano «un quadro in chiaroscuro» che richiede attenzione. Da un lato, ha evidenziato il consolidamento del rientro nei limiti in alcuni siti storicamente problematici; dall’altro ha espresso preoccupazione per il peggioramento rispetto al 2025. Secondo Bianco, le criticità rilevate alle foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo dimostrano la necessità di rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione dell’inquinamento, coinvolgendo amministrazioni e gestori del servizio idrico nella tutela del lago.
Anche il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, ha invitato a una lettura attenta dei dati. Ha ricordato che le acque di balneazione della sponda veneta del Garda, monitorate regolarmente da ARPAV, risultano sicure sulla base dei controlli ufficiali. Le criticità rilevate da Legambiente, tuttavia, interessano le foci di alcuni affluenti e potrebbero essere collegate a vulnerabilità dei sistemi di collettamento e depurazione o alla gestione dei reflui zootecnici. Per questo, secondo Lazzaro, è necessario un impegno coordinato che coinvolga non solo i comuni rivieraschi ma anche quelli dell’entroterra appartenenti agli stessi bacini idrografici, attraverso verifiche puntuali, investimenti e interventi lungo tutta la filiera idrica.
I risultati sono stati illustrati questa mattina a Peschiera del Garda, durante una conferenza stampa ospitata al Porto Peschiera. L’incontro ha approfondito anche il tema della decarbonizzazione della navigazione lacustre, con particolare attenzione ai biolubrificanti, prodotti biodegradabili ottenuti da biomasse vegetali che rappresentano un’alternativa ai derivati del petrolio. Secondo i promotori dell’iniziativa, l’impiego di tecnologie a basse emissioni e di prodotti ecocompatibili può contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle attività nautiche e a proteggere gli ecosistemi acquatici.
Al termine della conferenza è stata inoltre presentata “Aurora”, l’unità nautica di ARPA Veneto destinata al monitoraggio delle acque del Garda. L’imbarcazione, realizzata grazie ai fondi del PNRR, è dotata di strumentazioni avanzate come sonar, ecoscandagli, drone subacqueo (ROV), stazione meteorologica di bordo e sonde multiparametriche, strumenti che consentono di effettuare controlli ambientali sempre più precisi e tempestivi.
Alla conferenza hanno partecipato Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi; Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto; Maria Orietta Gaiulli, sindaca di Peschiera del Garda; Domenico Pagnotta, assessore del Comune di Castelnuovo del Garda con delega alla cura del Lago di Garda, demanio lacuale, protezione civile, lidi lacuali e infrastrutture turistiche; Fabio Strazzabosco, direttore del Dipartimento Regionale Qualità dell’Ambiente di ARPA Veneto; Domenico Allocca di Novamont; Raffaello Boni, presidente di Legambiente Il Tasso, ed Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione Veneto.
I campionamenti sulla sponda veronese sono stati eseguiti il 9 giugno 2026 da tecnici e volontari di Legambiente. Le analisi microbiologiche hanno preso in esame i parametri relativi a Enterococchi intestinali ed Escherichia coli. I campioni che superano i limiti previsti dalla normativa vengono classificati come inquinati, mentre quelli che eccedono di oltre il doppio tali valori sono definiti fortemente inquinati, secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 116/2008 e dal relativo decreto attuativo. Legambiente ricorda infine che i monitoraggi di Goletta dei Laghi non sostituiscono i controlli ufficiali sulla balneabilità, ma si concentrano su foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali, individuati come aree a maggiore rischio di contaminazione batterica.






