Un tragico ritrovamento ha scosso la mattinata di ieri, domenica 28 giugno, sulle rive del Lago di Garda. Intorno alle 12.30, nelle acque di Punta San Vigilio, il corpo senza vita di una donna è stato avvistato da alcune persone presenti in spiaggia, facendo scattare immediatamente l’allarme.
Come riferisce “L’Arena”, sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i Carabinieri di Peschiera del Garda insieme agli agenti della Polizia Locale di Garda, che hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto.
La vittima è una donna di 30 anni, residente nella Bassa Veronese, che viveva con la madre. Secondo quanto emerso, nella giornata di sabato aveva comunicato ai familiari l’intenzione di trascorrere alcune ore al lago in compagnia di un’amica.
Non riuscendo più a mettersi in contatto con la figlia nella mattinata di domenica, la madre avrebbe cercato informazioni proprio dall’amica indicata dalla giovane. Quest’ultima avrebbe però spiegato di non essere mai andata al lago con lei. Poche ore dopo è arrivata la drammatica scoperta del corpo riaffiorato dall’acqua.
Terminate le operazioni di recupero, la salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Borgo Roma, dove il magistrato competente valuterà l’eventuale esecuzione dell’autopsia per stabilire con precisione le cause della morte.
Dai primi riscontri investigativi non sarebbero emersi segni di violenza sul corpo della donna. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di un malore sopraggiunto mentre si trovava in acqua oppure di una caduta accidentale seguita dall’annegamento. La trentenne, secondo quanto riportato, era seguita da uno specialista per alcuni problemi di salute.






