Si è svolta ieri, venerdì 5 giugno, presso la Caserma Masotti di Brescia, sede del Comando Provinciale dei Carabinieri, la cerimonia per il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, il comandante provinciale, colonnello Alberto Raucci, ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nell’ultimo anno dai militari operanti sul territorio bresciano.
Aprendo il suo intervento, Raucci ha rivolto un pensiero alle nuove generazioni e al lavoro svolto nelle scuole attraverso i progetti dedicati alla cultura della legalità. «Solo tramite un dialogo senza filtri con le nuove generazioni si può giungere a costruire, insieme, una comunità più consapevole, inclusiva e intimamente sicura, riducendo gli spazi del disagio sociale».
Il comandante ha poi ricordato i carabinieri caduti nell’adempimento del dovere, soffermandosi in particolare sulle vittime della tragica esplosione avvenuta il 13 ottobre 2025 a Castel d’Azzano. Un ricordo è stato rivolto anche ai militari del Comando Provinciale di Brescia che negli anni hanno perso la vita durante il servizio. «A loro e ai familiari dei Carabinieri deceduti in servizio e non va il nostro più caloroso e fraterno abbraccio».
Nel suo discorso, Raucci ha richiamato i principi che guidano quotidianamente l’azione dell’Arma. «Noi Carabinieri sentiamo il dovere di difendere quei valori costituzionali non come ideali astratti, ma come un impegno concreto verso la nazione». Una bussola etica che, ha spiegato il comandante, si fonda su quattro punti cardinali: militarità, competenza, coraggio e umiltà.
«La militarità è per noi una cornice di disciplina e onore condiviso, è l’armatura etica che dà ordine e forza al nostro agire». Accanto a questo valore, Raucci ha sottolineato l’importanza della preparazione professionale e della coerenza morale nell’affrontare sfide sempre più complesse.
Un altro passaggio centrale ha riguardato il rapporto con il territorio e la collaborazione tra istituzioni. «La sicurezza è un bene collettivo che richiede una sinergia istituzionale forte, leale e quotidiana». Il comandante ha evidenziato la collaborazione con Prefettura, magistratura, Forze di Polizia e Forze Armate, definendo tutti gli attori coinvolti come «compagni di viaggio» nel contrasto alla criminalità e al disagio sociale.
Nel corso dell’ultimo anno l’Arma dei Carabinieri di Brescia ha impiegato sul territorio 113.285 pattuglie, con una media superiore a 300 al giorno, garantendo la risposta a oltre 26.000 richieste di pronto intervento. Sono state inoltre impiegate più di 4.000 unità nei servizi di ordine pubblico.
Secondo i dati illustrati dal comandante, i Carabinieri hanno proceduto per il 90% dei reati complessivamente denunciati in provincia, individuando i responsabili nel 72,5% dei casi scoperti da tutte le Forze di polizia. Nell’arco dell’anno sono state arrestate 1.025 persone e denunciate in stato di libertà 10.075 persone.
Particolare attenzione è stata dedicata ai fenomeni legati alla violenza di genere. Raucci ha ricordato che nell’ambito del cosiddetto Codice Rosso sono stati effettuati 68 arresti e denunciate 1.639 persone, mentre ogni giorno vengono monitorati circa 250 braccialetti elettronici. Alla rete antiviolenza bresciana sono state indirizzate 166 donne.
Nel contrasto alle truffe ai danni degli anziani sono stati individuati gli autori di 35 episodi, mentre sul fronte della prevenzione i militari hanno organizzato incontri nei centri anziani e nelle parrocchie della provincia. «Dobbiamo cercare di rendere le maglie della rete istituzionale, familiare e sociale sempre più strette, nella consapevolezza che l’isolamento delle persone anziane è un’opportunità strategica per gli offender».
Un passaggio significativo è stato dedicato anche alla lotta contro la criminalità organizzata. Il comandante ha richiamato la recente sentenza del Tribunale di Brescia che ha riconosciuto in primo grado l’operatività di una locale di ’ndrangheta sul territorio provinciale. «La presenza di infiltrazioni mafiose è una minaccia concreta che impone a tutta la società civile, agli operatori economici e alle istituzioni di mantenere la guardia davvero alta, poiché la legalità non si delega, ma si costruisce insieme».
Raucci ha poi ricordato il ruolo crescente dell’Arma nella tutela ambientale, della biodiversità e degli ecosistemi, evidenziando il contributo della componente forestale e dei reparti specializzati. Nel corso dell’ultimo anno sono stati effettuati sequestri e controlli in diversi settori, compreso quello agroalimentare, con oltre 15 tonnellate di alimenti non idonei al consumo umano sequestrate.
Spazio anche alle attività nel settore tecnologico e delle investigazioni informatiche. Il Comando Provinciale di Brescia può infatti contare su una specifica Sezione Cyber, impegnata nelle indagini digitali, nell’informatica forense e nelle attività legate alle criptovalute.
In chiusura, il comandante provinciale ha rivolto un ringraziamento ai militari e alle loro famiglie. «Continuiamo a camminare insieme, con entusiasmo, umiltà e determinazione, fieri della nostra storia e pronti a dare sempre il meglio di noi stessi per il bene delle straordinarie comunità della nostra amata provincia bresciana». Un messaggio concluso con il tradizionale saluto: «Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva la Repubblica! Viva l’Italia!».
Nel corso della cerimonia sono stati inoltre consegnati diversi encomi e riconoscimenti ai Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia che si sono distinti in importanti operazioni di servizio svolte nell’ultimo anno. Clicca qui per consultare l’elenco integrale.













