Peschiera del Garda - Ven 05 Giugno 2026

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Peschiera, arrestato 64enne: accuse di investimenti, minacce ed esplosivo

Peschiera, arrestato 64enne: accuse di investimenti, minacce ed esplosivo

Secondo le indagini della Polizia avrebbe perseguitato un progettista dopo dissidi lavorativi, fino a un ordigno con GPL e all’incendio di un’auto

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A Peschiera del Garda la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 64enne originario di Negrar di Valpolicella, indagato per una serie di episodi che avrebbero avuto come bersaglio un progettista immobiliare con il quale erano sorti contrasti legati alla costruzione di una palazzina.

L’uomo, imprenditore edile, è accusato di lesioni, minacce, incendio, ricettazione e fabbricazione illegale di materiali esplodenti. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Verona anche attraverso attività tecniche, ha ricostruito una presunta escalation iniziata nella primavera del 2025.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nel maggio dello scorso anno il progettista sarebbe stato investito intenzionalmente mentre viaggiava in scooter. L’episodio sarebbe avvenuto con un’auto risultata rubata. In quell’occasione sarebbero state rivolte alla vittima anche ulteriori minacce.

Due giorni più tardi, sempre secondo l’ipotesi investigativa, lo stesso veicolo sarebbe stato utilizzato per trasportare una bombola di GPL trasformata in un rudimentale ordigno esplosivo. Il dispositivo sarebbe stato nascosto all’interno dei garage dell’edificio al centro delle controversie lavorative e fatto esplodere, provocando danni a una parte della struttura. Gli investigatori ritengono che l’obiettivo potesse essere quello di causare conseguenze ancora più gravi.

La vicenda sarebbe poi proseguita nei mesi successivi. Nell’ottobre 2025, infatti, dopo altre presunte minacce, è stata incendiata l’autovettura della moglie del progettista.

Al termine delle procedure di rito, il 64enne è stato trasferito nel carcere di Montorio, a Verona, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Come previsto dalla legge, la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nel corso del procedimento e la sua eventuale responsabilità sarà accertata soltanto con una sentenza definitiva.

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