Chi è l’Innominato? È il male assoluto, o l’uomo che scopre di poter ricominciare? Attorno a questa domanda si costruisce lo spettacolo “Innominato. L’abbraccio prende nome”, in scena al Teatro Paolo VI di Desenzano del Garda sabato 30 maggio alle 20:30 e domenica 31 maggio alle 10:30.
Lo spettacolo è prodotto da Segni del Vero con il patrocinio della Città di Desenzano del Garda, e porta la firma registica di Miryam Rossi, che ha curato la drammaturgia insieme a Caterina Guerra e don Gabriele Vrech, con la supervisione del professor Valerio Capasa del liceo Scacchi di Bari.
In scena la Compagnia Teatrale Profumo di Cielo, formata da una ventina di giovani del territorio gardesano che hanno costruito questo lavoro nel corso di un intero anno, attraverso un percorso che ha unito il training teatrale all’approfondimento del testo manzoniano.
Al centro della storia c’è una delle pagine più intense della narrativa italiana dell’Ottocento: la notte sull’altura del castello, quando il potente signore senza nome, temuto da tutti, costruttore di un’esistenza fondata sulla violenza, si ritrova insonne e inerme davanti alla propria inquietudine. Nel cuore del rapimento di Lucia, qualcosa si incrina. Per la prima volta l’Innominato non riesce a rispondere all’inferno che sente dentro di sé. La scena si apre verso un incontro inatteso, capace di trasformare anche la notte più oscura.
La scelta di Manzoni di non dare un nome a questo personaggio non è un dettaglio, perché quell’uomo potrebbe essere chiunque. Ed è su questa universalità che la compagnia costruisce la propria lettura scenica, intrecciando parole, musica, coreografie e immagini in una drammaturgia coinvolgente che parla al presente.
L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria su www.segnidelvero.it. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a info@segnidelvero.it.







