Una vicenda che ha colpito profondamente la comunità di Peschiera del Garda. Come raccontato da L’Arena di Verona, martedì sera è stato trovato senza vita Giancarlo Signor, uomo di origini sarde residente in paese da quasi vent’anni. Il corpo si trovava all’interno dell’appartamento in cui viveva, all’ultimo piano di una palazzina situata in via Dante, nel cuore del centro storico.
L’allarme è stato lanciato dai proprietari dell’immobile, che da tempo non riuscivano più a contattarlo. Dovevano consegnargli le nuove chiavi d’ingresso del palazzo dopo la sostituzione della serratura, ma ogni tentativo di rintracciarlo era risultato inutile. Inizialmente si era pensato a uno dei suoi frequenti allontanamenti temporanei, circostanza che secondo diversi residenti si verificava abbastanza spesso.
A non far nascere immediatamente sospetti aveva contribuito anche il fatto che il canone d’affitto continuasse ad essere pagato regolarmente tramite addebito automatico sul conto corrente dell’uomo, alimentato dalla pensione. Secondo le prime ricostruzioni, però, la morte risalirebbe ad almeno un anno fa. Gli ultimi avvistamenti in paese e lo stato del corpo ritrovato avrebbero infatti confermato un lungo periodo trascorso senza che nessuno si accorgesse della tragedia.
All’interno dell’abitazione, riferisce ancora L’Arena, sarebbero state trovate condizioni igienico-sanitarie molto precarie. L’appartamento risultava pieno di oggetti accumulati nel tempo e alcune finestre aperte avrebbero limitato la diffusione degli odori provenienti dalla decomposizione del cadavere. Una situazione che diversi vicini di casa conoscevano già da tempo e che aveva generato numerose lamentele nel quartiere.
Chi lo incontrava abitualmente lo descrive come un uomo riservato ma colto. Alcuni commercianti della zona raccontano che parlasse spesso con linguaggio ricercato e che avesse lavorato in passato per le Ferrovie dello Stato, dopo aver vissuto a Bologna. Per anni era stato solito raggiungere Garda in battello durante l’estate per dedicarsi al nuoto, portando sempre con sé un trolley e una boa.
Della sua vita privata si conosce poco. Dai documenti risultava divorziato e, secondo alcune testimonianze raccolte in paese, avrebbe avuto una compagna fino a circa cinque o sei anni fa. Dopo la fine della relazione il suo stile di vita sarebbe cambiato sensibilmente, con una crescente chiusura verso gli altri e una maggiore trascuratezza personale.
Il Comune di Peschiera del Garda, non essendo riuscito a rintracciare parenti o familiari, ha organizzato per oggi un funerale di povertà nel cimitero cittadino. Anche i carabinieri e l’ufficio anagrafe hanno tentato di trovare qualcuno legato all’uomo, senza però ottenere risultati. In tanti, in queste ore, ricordano Giancarlo come una presenza silenziosa ma familiare tra le vie del centro storico.






