È stato presentato ufficialmente ieri mattina il Bilancio Sociale del Comune di Lonato del Garda, nonché uno sguardo sui primi cinque anni di servizio dello Sportello di Solidarietà Sociale, il progetto nato nel 2020 in risposta alle necessità di regolamentazione igienico sanitaria e di efficientamento del servizio di distribuzione alimentare (dal procacciamento alla erogazione), imposti dalla pandemia da Covid-19.
Il servizio è stato organizzato con la partnership tecnica dell’Associazione Maremosso ETS di Brescia (data l’esperienza importante nella gestione delle derrate alimentari e la loro redistribuzione), che tra il 2020 e il 2023 ha accompagnato lo Sportello nel suo percorso di crescita, organizzazione e consolidamento (concretizzatosi poi nel suo riconoscimento ufficiale da parte della Giunta comunale, con delibera di approvazione n. 194 del 19/12/2023).
Ciò ha portato anche al coinvolgimento di altri stakeholders, tra cui la Comunità Missionaria di Villaregia (che ospita nei propri spazi le attività dello sportello), la Parrocchia Natività di San Giovanni Battista, le Associazioni San Vincenzo De Paoli e ANTEAS Brescia ODV (per il reclutamento di cittadini che intendono prestare servizio di volontariato), il Gruppo Intercomunale Volontari di Protezione Civile di Lonato del Garda e Bedizzole.
Tra il 2022 e il 2023, Maremosso ha promosso tutta una serie di attività finalizzate all’avvicinamento e coinvolgimento dei giovani alla tematica del volontariato civico, nonché un percorso formativo e di co-progettazione per l’accompagnamento all’autonomia dei volontari.
È proprio attraverso questi volontari che oggi lo Sportello è un servizio che resta attivo sul territorio: grazie alla formazione ricevuta in termini di spreco alimentare, a livello digitale sull’utilizzo di strumenti e servizi, sono specializzati in ritiri, preparazione di pacchi, distribuzione, attività digitali e orientamento.
L’attività iniziale ha dato origine a nuove azioni progettuali che hanno acquistato nel tempo una loro autonomia e identità ed ha avviato importanti collaborazioni con progetti sovra-comunali. Nel primo caso rientra il progetto denominato “Re-start: sua eccedenza il Cibo”, promosso in collaborazione con la Parrocchia e per il quale lo Sportello ha dato il proprio contributo soprattutto in fase d’avvio, fornendo assistenza tecnica e burocratico-amministrativa attraverso l’Associazione Maremosso.
Nel secondo caso, rientra la partecipazione al progetto d’Ambito denominato “La dispensa sociale”, per la formazione vera e propria dei volontari e al quale lo Sportello ha fornito supporto per l’analisi dei beneficiari e delle loro necessità/condizioni.
Attraverso lo Sportello sono state promosse anche le attività del progetto “Magazzino Diffuso”, che prevede la donazione di eccedenze alimentari, arredi e vestiti tra gli Enti del territorio gardesano.
Considerato l’importante lavoro svolto in questi anni dallo Sportello e la quantità di risorse strumentali, alimentari e umane che ha saputo catalizzare e ridistribuire sul territorio (dal 2021 al 2024 sono stati distribuiti alle famiglie in condizioni di fragilità un totale di 57.446 kg di generi alimentari, per un valore complessivo di € 368.304,00), l’amministrazione comunale ha approvato il progetto di Accountability dello Sportello, redatto dall’Associazione Maremosso.
Il documento consiste in un vero e proprio report dei primi cinque anni di attività dello Sportello di Solidarietà Sociale, in cui vengono riassunti i dati quantitativi e qualitativi in relazione a: persone coinvolte (beneficiari delle attività dello sportello e volontari); Enti coinvolti; impatto ambientale delle attività dello sportello (eccedenze recuperate attraverso il magazzino diffuso, presso Maremosso, tramite il Banco Alimentare e Restart): 219 beneficiari, 11 volontari, 9 enti coinvolti, 4.077 km risparmiati, 3.669 kg di CO2 risparmiata (non emessa) e, non da ultimi, ben 72.149 kg di cibo recuperato in totale.
Attraverso questo documento ci si pone l’obiettivo di far conoscere sempre di più l’esistenza dello Sportello e le sue attività, nonché l’impatto che queste attività possono avere sulla comunità. Riflette l’intenzione di dare voce ai numeri – consentendo l’implementazione di una vera e propria “cultura del dato”, che faciliterà il futuro tracciamento fedele delle attività dello Sportello -, ma soprattutto alle persone che dedicano il proprio tempo mettendosi a disposizione di chi ne ha più bisogno: il vero cuore pulsante del progetto è, infatti, il gruppo di volontari e volontarie che con passione e dedizione lavorano fianco a fianco, in sinergia con le istituzioni e i servizi locali.
Da sottolineare anche il ruolo strategico di tutti i soggetti coinvolti nelle attività dello Sportello, le cui competenze hanno contribuito in modo importante al raggiungimento di questi risultati. Fare rete si dimostra, ancora una volta, un approccio vincente per l’attivazione di rapporti e l’intercettazione delle necessità del territorio, così da intervenire in modo efficace e tempestivo.
“Il percorso di Accountability, coordinato da Associazione MAREMOSSO, ha permesso e permetterà di far conoscere ad un maggior numero di persone il significativo lavoro dello Sportello di Solidarietà svolto negli ultimi cinque anni. I dati quantitativi e qualitativi raccolti nel manifesto presentato, infatti, restituiscono gli aspetti salienti di un servizio capillare, che spesso fatica ad emergere e ad essere riconosciuto. Grazie all’importante know-how di MAREMOSSO nel contesto della raccolta ed elaborazione dati e nella redazione di report di rendicontazione, si è potuta costruire una prima cultura del dato all’interno del gruppo volontari», commenta Dario Pezzoni, Referente Garda – Settore Officina Sociale CAUTO.
«Inoltre, la sinergia con le progettualità di rete CAUTO ha favorito l’analisi dell’evoluzione di progetto attraverso un approccio che tiene conto dell’integrazione tra sostenibilità economica, ambientale e sociale. Infine, la partecipazione ai progetti attualmente in essere “Open AIR” e “Stazione Futuro”, finanziati da Regione Lombardia, permette di promuovere call di volontariato giovanile mirate ad intercettare persone giovani che possano proseguire nelle attività dello Sportello e aggiungere competenze e nuovi strumenti», prosegue Pezzoni.
«Il periodo della pandemia è stato un capitolo della vita di tutti noi delicato e complesso sotto tutti i punti di vista. Molte famiglie ne sono rimaste segnate e ancora oggi, purtroppo, si trovano a dover far fronte a condizioni di fragilità. Con l’attivazione di questo servizio, volevamo creare una rete che consentisse di tendere la mano alla nostra comunità, attivando una rete di collaborazione tra enti, associazioni, realtà del volontariato e attività produttive locali, perché è solo facendo sistema che possiamo trasformare uno spreco in una risorsa e garantire un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno», afferma anche il sindaco Roberto Tardani.
«Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per garantire la continuità di questo importante servizio: le Associazioni e gli Enti coinvolti, ma soprattutto i volontari. Lo Sportello non è solo un servizio, ma un segnale forte di responsabilità e vicinanza: un luogo di ascolto, orientamento e supporto, capace di mettere al centro la dignità delle persone e di rafforzare il senso di comunità che contraddistingue il nostro territorio», afferma ancora il primo cittadino.
Dello stesso parere anche l’assessore ai Servizi Sociali, Nicola Bianchi: «Il percorso di Accountability che abbiamo avviato insieme all’Associazione Maremosso rappresenta per noi un passaggio fondamentale: vogliamo restituire ai cittadini una fotografia chiara e trasparente del lavoro svolto dallo Sportello di Solidarietà Sociale in questi cinque anni. Crediamo sia fondamentale far conoscere non solo i risultati raggiunti, ma anche il modello che li ha resi possibili: una rete solida tra associazioni, volontari, realtà del territorio e amministrazione comunale».
«È questa collaborazione il vero punto di forza dello Sportello, capace di trasformare le eccedenze alimentari in risorse e di generare un aiuto concreto per chi è in difficoltà. Questo documento non è solo un rendiconto, ma uno strumento per rafforzare la consapevolezza, la partecipazione e il senso di comunità, valorizzando un’esperienza che rappresenta un patrimonio importante per Lonato del Garda», conclude Bianchi.






