A oltre dieci anni dalla chiusura dello stabilimento, il futuro dell’area dell’ex Federal Mogul torna al centro del dibattito pubblico a Desenzano del Garda. In municipio è infatti stata depositata una proposta privata di riconversione, resa nota dal consigliere Stefano Terzi in un’intervista al Bresciaoggi.
Il progetto riguarda una porzione limitata del comparto, circa 5 mila metri quadrati sui 31 mila complessivi, ovvero l’area non interessata dalla bonifica ambientale ancora in corso. L’intervento ipotizza la demolizione e ricostruzione dell’edificio rosso affacciato su via Marconi, con la realizzazione di negozi di vicinato al piano terra e spazi produttivi ai piani superiori.
Proprio questa impostazione parziale ha riacceso il confronto politico e urbanistico. Secondo Terzi, il recupero dell’ex stabilimento rappresenta «l’ultima grande trasformazione urbanistica per Desenzano» e l’occasione per ripensare l’accesso principale alla città. La scelta di rendere pubblica la proposta nasce, spiega il consigliere, dall’esigenza di trasparenza e dalla volontà di riaprire una discussione rimasta in sospeso troppo a lungo.
Il timore espresso riguarda una possibile riconversione frammentata, priva di una visione complessiva per un’area strategica già oggi segnata da traffico intenso e da una forte presenza commerciale. In particolare, la previsione di nuovi negozi lungo uno degli assi più trafficati della città solleva interrogativi sugli effetti sulla viabilità e sugli equilibri del commercio locale, soprattutto nell’area di piazza Garibaldi.
Nel frattempo, la bonifica del resto del comparto prosegue e non dovrebbe concludersi prima del 2030, rendendo complessa la definizione di un progetto unitario in tempi brevi. La proposta depositata non è stata approvata né sostenuta dall’amministrazione, ma ha comunque riacceso l’attenzione su un’area considerata strategica e sul suo ruolo nel futuro sviluppo urbano della città.






