Scarichi fognari che finiscono direttamente nel Lago di Garda durante gli eventi di pioggia intensa. È quanto accade a Desenzano del Garda, dove sono stati individuati 13 scarichi cosiddetti di emergenza che, in caso di sovraccarico della rete idrica, riversano nel lago una parte dei reflui, comprese le acque nere.
Alla base del problema ci sono le condotte miste ancora presenti lungo gli oltre 120 chilometri di fognature del territorio comunale. In queste tratte le acque nere si mescolano alle acque bianche e, quando le precipitazioni sono abbondanti, entrano in funzione le valvole di sfioro che convogliano i reflui direttamente a lago.
L’adeguamento dell’intero sistema richiederebbe interventi strutturali complessi e investimenti superiori ai 10 milioni di euro per separare le tubazioni non ancora conformi. Un tema che, a Desenzano ma non solo, viene segnalato da decenni e che continua a rappresentare un problema rilevante per il bacino gardesano.
Negli ultimi mesi e mezzo le segnalazioni e le proteste si sono intensificate. A intervenire sono stati Sel, la Goletta di Legambiente, il Collettivo gardesano autonomo e Guido Malinverno, consigliere della Civica, denunciando la presenza nei reflui di materiali come assorbenti, carta igienica e altre sostanze trasportate a lago in occasione degli eventi atmosferici.
La frequenza degli sversamenti non è quotidiana ma legata alle condizioni meteo, con aperture delle valvole durante le piogge più intense. Proprio per i rischi per la salute e per i possibili danni ai cittadini, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura, chiedendo l’individuazione dei responsabili dei reati eventualmente ravvisabili.






