Bedizzole - Gio 14 Maggio 2026

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Bedizzole, donate alla biblioteca nove tazze storiche dell’artista Luigi Amigoni

Bedizzole, donate alla biblioteca nove tazze storiche dell’artista Luigi Amigoni

Il set in ceramica appartenuto ai coniugi Boschi-Di Stefano torna a Villa Boschi grazie alla donazione del concittadino Stefano Ambrogio

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Un prezioso frammento della storia artistica e culturale di Bedizzole è tornato a Villa Boschi. Nella serata di martedì il cittadino Stefano Ambrogio ha donato al Comune un raffinato set composto da nove tazze in ceramica realizzate dall’artista milanese Luigi Amigoni, figura profondamente legata alla storia della villa che oggi ospita la biblioteca comunale.

Le ceramiche rappresentano una delle prime acquisizioni effettuate dai coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, ultimi residenti di Villa Boschi e protagonisti della nascita di una delle più importanti collezioni dedicate all’arte italiana del Novecento. Durante il periodo della Seconda guerra mondiale numerose opere appartenenti ai Boschi vennero custodite proprio a Bedizzole.

Dopo il conflitto gran parte delle opere fu trasferita a Milano, mentre questo servizio in ceramica, al quale la coppia era particolarmente legata, venne donato alla famiglia Ambrogio. Da allora il set è rimasto custodito privatamente, diventando nel tempo una testimonianza concreta del rapporto tra la famiglia Boschi-Di Stefano e il territorio bedizzolese.

Da oggi le nove tazze sono esposte al primo piano della biblioteca comunale, in quella che simbolicamente rappresenta una sorta di ritorno “a casa” per le opere. La donazione è stata accolta come un importante contributo alla memoria culturale della comunità e al patrimonio storico della struttura.

Luigi Amigoni, nato a Milano nel 1875, fu uno scultore lombardo attivo tra Ottocento e Novecento. Formatosi all’Accademia di Brera sotto la guida di Enrico Butti, si affermò nel panorama artistico italiano grazie a opere ispirate soprattutto alla figura femminile, realizzate in marmo e bronzo, oltre a monumenti funerari presenti anche al Cimitero Monumentale di Milano.

Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui Torino, Firenze, Genova e San Francisco, dove nel 1915 ottenne una medaglia d’oro. Negli anni Trenta affrontò anche temi legati allo sport, pur mantenendo centrale la ricerca sulla figura umana femminile. Le informazioni relative agli ultimi anni della sua vita restano tuttora incomplete.

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