Il traffico merci dell’aeroporto di Brescia-Montichiari attraversa una fase critica. Come riportato dal Corriere della Sera, il 2025 si è chiuso con una flessione significativa dei volumi movimentati, segnando un -18,6% rispetto all’anno precedente e confermando un trend negativo che prosegue anche nei primi mesi del 2026.
Già a gennaio il calo aveva raggiunto circa il 27%, mentre febbraio ha registrato un ulteriore arretramento del traffico merci. Un quadro che evidenzia le difficoltà dello scalo bresciano nel mantenere competitività all’interno del sistema aeroportuale del Nord Italia, soprattutto a confronto con la crescita di altri hub lombardi.
A dominare la scena è infatti lo scalo dell’aeroporto di Milano-Bergamo Orio al Serio, che continua a rafforzare il proprio ruolo nel cargo con un incremento superiore al 70% nei primi mesi dell’anno. Anche l’aeroporto di Milano Malpensa si conferma tra i principali poli del trasporto merci nazionale, attirando la maggior parte dei grandi operatori logistici grazie a infrastrutture più sviluppate e collegamenti più competitivi.
Tra le cause della frenata di Montichiari pesano diversi fattori: l’aumento dei costi del carburante e delle tariffe aeree, le tensioni geopolitiche che hanno inciso sulle rotte internazionali e una rete di collegamenti che fatica a competere con gli hub più strutturati. La riduzione dei voli cargo comporta meno volumi, minori entrate e un rallentamento degli investimenti attesi.
Negli anni scorsi erano stati annunciati importanti progetti di sviluppo e potenziamento dello scalo, con investimenti rilevanti destinati ad ampliare la capacità operativa e attrarre nuovi traffici. Tuttavia, la concreta realizzazione di queste prospettive resta ancora incerta, mentre il sistema aeroportuale lombardo continua a ridisegnarsi attorno agli scali più forti.
Il futuro del cargo a Montichiari resta legato alla capacità di rilanciare investimenti, creare sinergie e recuperare competitività in uno scenario sempre più selettivo.






