Desenzano del Garda - Gio 26 Marzo 2026

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Desenzano del Garda, nuova ipotesi di riconversione dell’Ex Federal Mogul riaccende il confronto

Desenzano del Garda, nuova ipotesi di riconversione dell’Ex Federal Mogul riaccende il confronto

Presentata in municipio una proposta privata per l’area di via Marconi a Desenzano: al centro del dibattito viabilità, commercio e visione urbanistica

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A oltre dieci anni dalla chiusura dello stabilimento, il futuro dell’area dell’ex Federal Mogul torna al centro del dibattito pubblico a Desenzano del Garda. In municipio è infatti stata depositata una proposta privata di riconversione, resa nota dal consigliere Stefano Terzi in un’intervista al Bresciaoggi.

Il progetto riguarda una porzione limitata del comparto, circa 5 mila metri quadrati sui 31 mila complessivi, ovvero l’area non interessata dalla bonifica ambientale ancora in corso. L’intervento ipotizza la demolizione e ricostruzione dell’edificio rosso affacciato su via Marconi, con la realizzazione di negozi di vicinato al piano terra e spazi produttivi ai piani superiori.

Proprio questa impostazione parziale ha riacceso il confronto politico e urbanistico. Secondo Terzi, il recupero dell’ex stabilimento rappresenta «l’ultima grande trasformazione urbanistica per Desenzano» e l’occasione per ripensare l’accesso principale alla città. La scelta di rendere pubblica la proposta nasce, spiega il consigliere, dall’esigenza di trasparenza e dalla volontà di riaprire una discussione rimasta in sospeso troppo a lungo.

Il timore espresso riguarda una possibile riconversione frammentata, priva di una visione complessiva per un’area strategica già oggi segnata da traffico intenso e da una forte presenza commerciale. In particolare, la previsione di nuovi negozi lungo uno degli assi più trafficati della città solleva interrogativi sugli effetti sulla viabilità e sugli equilibri del commercio locale, soprattutto nell’area di piazza Garibaldi.

Nel frattempo, la bonifica del resto del comparto prosegue e non dovrebbe concludersi prima del 2030, rendendo complessa la definizione di un progetto unitario in tempi brevi. La proposta depositata non è stata approvata né sostenuta dall’amministrazione, ma ha comunque riacceso l’attenzione su un’area considerata strategica e sul suo ruolo nel futuro sviluppo urbano della città.

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