A due anni dalla chiusura dell’impianto e a mesi dall’annuncio di un’imminente riapertura del cantiere, le piscine comunali restano ferme. L’avvio dei lavori, indicato dall’Amministrazione per i primi giorni del 2026, non si è ancora concretizzato e, con la primavera alle porte, crescono dubbi e preoccupazioni sui tempi dell’intervento.
Il ritardo ha spinto i consiglieri di opposizione – Maria Vittoria Papa, Bernardo Comini, Beatrice Gabusi, Andrea Angelo Palmerini, Andrea Spiller e Stefano Terzi – a presentare un’interrogazione per fare chiarezza sullo stato dell’opera e sul cronoprogramma.
Secondo quanto riferito dal Comune, lo slittamento sarebbe dovuto a ulteriori verifiche di carattere burocratico relative al progetto di fattibilità. Un passaggio che, di fatto, ha rallentato l’intero percorso senza però fornire, al momento, una nuova data certa per l’apertura del cantiere.
L’iter prevede ora una fase decisiva: dopo l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, spetta all’impresa aggiudicataria la redazione del progetto esecutivo, la cui consegna è prevista entro il 24 marzo. Solo dopo le verifiche e la validazione di questo documento si potrà procedere alla consegna formale dei lavori e quindi all’effettivo avvio del cantiere.
Nel frattempo, l’Amministrazione ha avviato alcune operazioni preparatorie con l’obiettivo di ridurre la durata complessiva dell’intervento. Tra queste figurano la rimozione degli arredi presenti nella struttura e la predisposizione di un bando per la vendita, tramite asta pubblica, delle attrezzature ancora riutilizzabili della centrale tecnica.
In parallelo, sono state avviate la campionatura dei materiali per la classificazione dei rifiuti e una serie di sopralluoghi congiunti tra tecnici comunali e impresa. È inoltre in corso il confronto con Provincia e ARPA per definire le modalità di demolizione e il possibile riutilizzo in cantiere dei materiali di risulta.
Resta confermata, almeno sulla carta, la durata complessiva del cantiere: 450 giorni dall’avvio. Questo significa che, anche in caso di partenza a breve, la conclusione dei lavori difficilmente potrà avvenire prima della seconda metà del 2027.
I consiglieri firmatari dell’interrogazione sottolineano come la procedura di affidamento scelta dall’Amministrazione, pur più onerosa, avrebbe dovuto garantire maggiore certezza nei tempi. «Si sta invece dimostrando vulnerabile a imprevisti e rallentamenti», evidenziano, ribadendo la necessità di fornire risposte concrete ai cittadini.
Il timore, condiviso da molti, è che per un impianto chiuso da oltre due anni i tempi possano continuare ad allungarsi, senza offrire ancora una prospettiva chiara per la riapertura.






