Un primo passo verso la trasformazione dell’ex Federal Mogul di Desenzano del Garda, ma anche nuove polemiche politiche sul futuro di una delle principali aree industriali dismesse della città.
Con la deliberazione numero 320 del 6 ottobre 2026, la Giunta comunale guidata dal sindaco Guido Malinverno ha approvato la convenzione relativa al permesso di costruire convenzionato per un intervento di riqualificazione di una porzione del complesso di viale Marconi 131. Una decisione che ha suscitato le critiche del Partito Democratico, che contesta soprattutto l’assenza di un confronto pubblico sul progetto.
L’intervento riguarda una parte dell’ex stabilimento, che ha cessato la propria attività nel 2011, e rappresenta il primo tassello di una possibile trasformazione urbanistica dell’intero comparto. La superficie complessiva dell’area è di 30.898 metri quadrati, mentre la porzione interessata dal progetto occupa circa 5.386 metri quadrati, direttamente affacciati su viale Marconi.
La proposta è stata presentata dalla società Risanamento S.r.l., proprietaria dell’immobile, e prevede la demolizione e successiva ricostruzione di una parte dell’edificio esistente, con una destinazione mista produttiva e commerciale. La superficie lorda di pavimento del nuovo fabbricato sarà pari a 4.995,53 metri quadrati, poco al di sotto della soglia di 5.000 metri quadrati oltre la quale sarebbe necessaria la preventiva approvazione di un piano attuativo.
Nel dettaglio, il progetto destina 1.496,79 metri quadrati ad attività commerciali, tra esercizi di vicinato e pubblici esercizi con una superficie massima di 250 metri quadrati ciascuno, mentre i restanti 3.498,74 metri quadrati manterranno una destinazione produttiva. Sono inoltre previste opere di sistemazione esterna, parcheggi e collegamenti con la parte restante del complesso industriale.
La deliberazione stabilisce anche la cessione di circa 660 metri quadrati destinati a parcheggio pubblico e la monetizzazione di ulteriori 989,90 metri quadrati di standard urbanistici, per un importo complessivo di 296.970 euro. Il progetto ha già ottenuto l’autorizzazione paesaggistica il 15 settembre scorso. La Giunta ha approvato all’unanimità la convenzione, dichiarando il provvedimento immediatamente eseguibile. L’atto riguarda l’approvazione della convenzione propedeutica al rilascio del permesso di costruire, non l’avvenuta conclusione dell’intero iter edilizio.
La decisione ha riacceso il dibattito politico. In un comunicato, il Partito Democratico di Desenzano contesta all’Amministrazione comunale di aver proceduto senza coinvolgere preventivamente la cittadinanza nella discussione sul futuro dell’area.
«Come per la vicenda dell’incubatoio al Lavagnone, anche per la trasformazione della Federal Mogul l’amministrazione Malinverno sceglie di agire nel silenzio, certamente all’interno delle sue prerogative e nel rispetto della normativa, ma senza alcuna volontà non dico di confronto, ma almeno di informazione», dichiara Giustina Bonanno, segretaria del Circolo PD di Desenzano del Garda.
«Ancora una volta l’Amministrazione Malinverno si rivela capace solo di un piccolo cabotaggio, per cui scelte impattanti per il futuro della città passano semplicemente come atti di normale amministrazione», aggiunge Bonanno, criticando la gestione politica della trasformazione urbanistica.
Sulla questione interviene anche Stefano Terzi, consigliere comunale di minoranza e capogruppo del Pd Desenzano, che già nel mese di marzo aveva pubblicato alcuni documenti relativi al progetto, accompagnandoli con una newsletter dedicata al futuro dell’ex Federal Mogul.
«Già a marzo avevo deciso di rendere pubblici alcuni documenti sulla trasformazione dell’area ex Federal Mogul. Non per alimentare polemiche, ma per informare i cittadini e aprire un confronto pubblico sul futuro di uno dei luoghi più strategici per Desenzano», spiega Terzi, ricordando di aver sollevato diverse criticità e chiesto all’Amministrazione di discutere apertamente le conseguenze dell’intervento.
«Avevo sollevato criticità precise e chiesto all’amministrazione di discutere apertamente una trasformazione che avrà conseguenze importanti per la città. Da allora, nessun confronto pubblico», prosegue il consigliere, sottolineando come il tema fosse già stato affrontato dalle opposizioni durante la discussione consiliare sul nuovo Piano di Governo del Territorio.
Secondo Terzi, le questioni ancora aperte riguardano soprattutto il rischio di una riqualificazione frammentata, l’impatto del nuovo insediamento commerciale sulla viabilità, gli equilibri del commercio esistente e la mancanza di una visione complessiva che comprenda mobilità, parcheggi, aree verdi, servizi e bonifiche.
Il consigliere richiama inoltre l’intervento del collega Andrea Palmerini, che durante il confronto sul PGT aveva criticato l’assenza di una strategia per un comparto considerato particolarmente importante per il futuro urbanistico di Desenzano.
Alle contestazioni si aggiungono quelle di Maria Vittoria Papa, capogruppo del PD in Consiglio comunale, che richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze della trasformazione per la città e per le attività economiche già presenti.
«Con questo atto l’amministrazione Malinverno procede con una trasformazione a pezzi, che in assenza di un piano strategico generale corre il rischio di creare solo nuovi problemi, basti pensare al traffico di via Marconi», afferma Papa, sollevando anche interrogativi sulla gestione delle bonifiche e sul destino delle porzioni dell’ex stabilimento che non rientrano nel primo intervento.
La consigliera esprime inoltre preoccupazione per le possibili ripercussioni sui negozi di vicinato di piazza Garibaldi, evidenziando come la realizzazione di nuove superfici commerciali possa incidere sugli equilibri economici della zona. «Certo tutto come da previsione del vigente PGT, ma dato che si sta discutendo del nuovo, si poteva fare diversamente o almeno provarci», conclude.
Il progetto approvato dalla Giunta si inserisce dunque in un percorso di recupero di un’area industriale dismessa da oltre un decennio, ma lascia aperto il confronto sulle modalità con cui affrontare la trasformazione dell’intero comparto. Da una parte il provvedimento amministrativo che consente di procedere con il primo intervento, dall’altra le richieste delle opposizioni di una pianificazione complessiva e di un maggiore coinvolgimento pubblico nelle scelte che riguarderanno il futuro dell’ex Federal Mogul.






