La riduzione delle aree destinate a nuove edificazioni interesserà l’intera provincia di Brescia, con percentuali differenti a seconda delle caratteristiche dei singoli territori.
La Conferenza dei Comuni, delle Comunità Montane e degli Enti Gestori delle Aree Regionali Protette ha infatti espresso parere favorevole alla variante di adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), che interviene sulle previsioni urbanistiche non ancora attuate.
Il provvedimento è arrivato al terzo tentativo di approvazione. Dei 91 rappresentanti presenti, 47 hanno votato a favore, 30 contro e 14 si sono astenuti. Il parere espresso dalla Conferenza è consultivo: il prossimo passaggio sarà quindi l’adozione della variante da parte del Consiglio provinciale, cui seguirà la fase prevista per la presentazione delle osservazioni.
Il piano individua una riduzione complessiva di circa 790 ettari di aree ancora libere sulle quali erano previste nuove edificazioni.
Rispetto alle previsioni urbanistiche censite nel 2014, si tratta di un ridimensionamento medio del 35,7%. Il dato comprende però anche quanto i Comuni hanno già provveduto a stralciare: dei 2.214 ettari individuati nel 2014, circa 411 sono già stati eliminati. La superficie sulla quale resta da intervenire ammonta quindi a circa 378 ettari.
La riduzione non sarà uniforme. La percentuale assegnata ai diversi territori tiene conto del livello di urbanizzazione raggiunto, della disponibilità di aree libere e dell’entità delle previsioni edificatorie residue.
Per gli ambiti con estensione inferiore ai tre ettari è previsto un taglio del 10%. Nei territori in cui le aree ancora edificabili rappresentano una quota particolarmente rilevante rispetto a quelle già urbanizzate, la riduzione potrà invece raggiungere almeno il 50%.
Anche i Comuni gardesani saranno interessati dalla revisione, ma con percentuali diverse. Il 10% rappresenta la soglia prevista per Gardone Riviera, Limone, Moniga e Padenghe.
Per Roè Volciano il ridimensionamento fissato è del 32%, mentre per Brescia la percentuale sale al 32,5%. Tra i principali centri della zona, Desenzano dovrà ridurre del 20% le proprie previsioni edificatorie ancora non attuate, stessa percentuale indicata per Montichiari. A Sirmione, invece, il taglio previsto arriva al 38%.
La variante nasce dalla necessità di adeguare il Ptcp agli indirizzi regionali sul contenimento del consumo di suolo e punta a una progressiva diminuzione delle nuove trasformazioni urbanistiche.
Le conseguenze riguarderanno direttamente i Piani di governo del territorio dei Comuni, incidendo sulle aree che oggi risultano ancora potenzialmente edificabili.
La Provincia intende proseguire il confronto con le Amministrazioni comunali e con gli altri soggetti coinvolti nel procedimento, per arrivare a uno strumento di pianificazione aggiornato che tenga insieme tutela del territorio, esigenze dei Comuni e possibilità di sviluppo.






