Il Comitato Ospedale di Desenzano ha inviato agli enti coinvolti e al Politecnico di Milano un documento con Dieci domande per fare chiarezza sul futuro della struttura.
L’invio è avvenuto dopo aver esaminato il DOCFAP, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, elaborato dall’ateneo e approvato da ASST Garda con il decreto numero 677 del 20 luglio 2026.
Lo studio mette a confronto tre possibili scenari per il nuovo ospedale e individua nell’Alternativa B quella ritenuta preferibile sulla base dei criteri utilizzati nella valutazione.
Il Comitato riferisce di aver esaminato nel dettaglio il documento, concentrandosi in particolare sui dati, sulle stime economiche, sulle tempistiche e sui parametri utilizzati per confrontare le diverse soluzioni.
Da questa analisi, secondo il gruppo, sono emersi alcuni elementi che richiedono ulteriori spiegazioni, tra domande e presunte incongruenze.
La questione principale riguarda però l’ipotesi progettuale presa in considerazione: il Comitato chiede perché non sia stata valutata anche una soluzione capace di conservare le parti più recenti e ancora funzionali dell’attuale ospedale, integrandole eventualmente con nuove costruzioni.
Il tema viene posto anche alla luce degli investimenti effettuati o programmati negli ultimi anni.
Secondo il Comitato, sull’attuale presidio sono stati realizzati o previsti interventi per oltre 24 milioni di euro. Considerando che la struttura dovrà continuare a essere utilizzata ancora per più di dieci anni, il gruppo pone quindi un interrogativo sulla destinazione delle parti che nel frattempo saranno rinnovate o adeguate: se il nuovo progetto dovesse prevederne la demolizione, si chiede quale sarebbe la logica di tali investimenti.
Il Comitato ha quindi deciso di mettere nero su bianco i propri rilievi, trasmettendo l’analisi agli enti interessati e al Politecnico insieme a dieci quesiti specifici. L’obiettivo dichiarato è ottenere chiarimenti sui presupposti tecnici ed economici alla base delle alternative contenute nel DOCFAP.
La posta in gioco, sottolinea il gruppo, riguarda una scelta dal valore di centinaia di milioni di euro e destinata a incidere sul futuro del presidio ospedaliero. Per questo il Comitato chiede che le valutazioni siano fondate su dati che ritiene corretti, coerenti e verificabili.
Il confronto, nelle intenzioni del gruppo, proseguirà anche sul territorio. Da ottobre il Comitato annuncia incontri a Desenzano, Lonato, Sirmione e Bedizzole per presentare ai cittadini l’analisi elaborata e proseguire la discussione sulle prospettive dell’ospedale.






