Tutto cominciò il 19 aprile 2010, su una curva percorsa ad appena 50 km all’ora, a cento metri da casa, a Desenzano del Garda. Un incidente in moto, tre vertebre spezzate e una lesione al midollo spinale cambiano in pochi secondi la vita di Marco Bottardi, allora trentaseienne.
Quella che avrebbe potuto rappresentare una fine diventa invece il punto di partenza di un percorso che, in oltre quindici anni, ha trasformato un’esperienza personale in un impegno concreto per rendere più accessibili luoghi, servizi e accoglienza, partendo proprio dal Lago di Garda per poi estendere lo sguardo al turismo accessibile italiano.
Oggi quella storia ha un titolo, Più forte del buio, ed è il secondo libro di Bottardi, che sarà presentato lunedì 7 settembre alle 20.30 nel Chiostro di S. Maria de Senioribus, all’interno del Museo Civico Archeologico “G. Rambotti” di Desenzano del Garda, con il patrocinio della Città. Un ritorno nel luogo dove tutto è cominciato, ma anche l’occasione per ripercorrere ciò che da quella notte è stato costruito: dalla battaglia per rendere accessibile la stazione ferroviaria di Desenzano del Garda alla prima spiaggia accessibile del Lago di Garda, dalla vela paralimpica alle attività nelle scuole, fino alla nascita di Zero Barriere ODV e, successivamente, di World4All.
Prima dell’incidente, Bottardi aveva costruito la propria carriera da oste nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Sommelier e imprenditore, dal 2000 aveva avviato più di dieci locali tra wine bar, ristoranti e bar. Dopo il 2010, quella conoscenza dell’accoglienza incontra per la prima volta l’esperienza diretta della disabilità: entrare in un locale, raggiungere una spiaggia, prendere un treno o semplicemente sapere in anticipo se un luogo sarà realmente in grado di rispondere alle proprie esigenze assumeranno improvvisamente un significato diverso.
È da questa nuova prospettiva che comincia a maturare l’idea che l’accessibilità non dipenda soltanto dall’assenza di una barriera architettonica, ma anche dalla disponibilità di informazioni affidabili e dalla capacità di accogliere esigenze differenti. Prima ancora di diventare un impegno rivolto agli altri, però, quel cambiamento passa attraverso un percorso personale fatto di dolore, rabbia e ricostruzione. È questo il nucleo più intimo di Più forte del buio: non tanto il racconto dell’incidente, quanto quello del “dopo”, quando la vita conosciuta fino a quel momento non esiste più e occorre trovare un modo per costruirne un’altra.
«Quel giorno non ho perso soltanto l’uso delle gambe: ho dovuto ricostruire l’idea che avevo di me stesso e della mia vita. La medicina disse “Game over”, la mia mente “Start again”. C’è stata rabbia, ma ho imparato a trasformarla in una “rabbia buona”, quella che invece di distruggerti ti aiuta a rimettere insieme i pezzi. Per me la resilienza non significa tornare a essere quello che eri prima, ma trovare la forza di costruire qualcosa di nuovo. Più forte del buio nasce da qui: non dal desiderio di raccontare quello che ho perso, ma da quello di raccontare ciò che è stato possibile costruire dopo», racconta Marco Bottardi.
Dal Garda, oltre 15 anni di progetti per l’accessibilità
È proprio il territorio in cui Bottardi è nato e cresciuto a diventare il primo laboratorio di questa nuova fase della sua vita. Tra il 2012 e il 2015 segue la campagna per l’abbattimento delle barriere architettoniche della stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, accompagnando il percorso che porta all’installazione degli ascensori e all’adeguamento della struttura. Un intervento che contribuisce a rendere più fruibile una delle principali porte d’ingresso al lago non soltanto per le persone con disabilità, ma anche per anziani, famiglie con passeggini e viaggiatori con bagagli.
Negli stessi anni l’impegno si intreccia con lo sport. Nel 2013, presso la Fraglia Vela Desenzano, Bottardi fonda D284 – il PARAdiso, progetto dedicato alla vela paralimpica; nel 2015 diventa campione italiano di vela e riporta a Desenzano del Garda il Meeting del Garda – Campionato italiano di Handbike, con oltre cento atleti provenienti da tutta Italia.
Un impegno che negli anni si estende anche alla sensibilizzazione e al sostegno di altre realtà associative: Bottardi è infatti Ambasciatore di AISLA APS – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sezione di Brescia – per la quale ha partecipato anche a iniziative sportive e traversate a nuoto a scopo benefico. Sempre nel 2015 arriva uno dei risultati più visibili sul territorio: la spiaggia del porto di Rivoltella del Garda diventa la prima spiaggia lombarda e del Lago di Garda attrezzata per l’accesso delle persone con disabilità, grazie a passerelle, lettini e sedie Job che consentono alle persone con ridotta mobilità di raggiungere l’acqua.
Esperienze diverse che fanno maturare progressivamente una convinzione destinata a guidare tutto il lavoro successivo di Bottardi: l’accessibilità non può essere semplicemente dichiarata, deve essere verificata e costruita sul campo. Da questo primo nucleo di attività nasce Garda Lago Accessibile ASD e, nel 2019, Zero Barriere ODV, che struttura il lavoro sviluppato negli anni intorno a sport, formazione, educazione e sensibilizzazione.
Una parte importante di questo impegno passa anche dalle nuove generazioni. Negli ultimi dieci anni Bottardi ha portato il proprio progetto di educazione stradale in oltre 80 scuole, incontrando più di 1.500 studenti, mentre i percorsi dedicati all’accoglienza inclusiva hanno coinvolto oltre 50 organizzazioni e più di 800 professionisti tra aziende, hotel, ristoranti, enti pubblici e istituti scolastici.
Nel 2022 il percorso compie un ulteriore passo con la nascita di World4All, co-fondata da Bottardi insieme a Marvin Milanese e Nicolò Marostica. L’esperienza maturata sul Garda viene così trasferita nel settore turistico attraverso tecnologia, formazione e sistemi di misurazione dell’accessibilità, con l’obiettivo di fornire informazioni concrete e verificabili sulla reale fruibilità di strutture, servizi e destinazioni. Un progetto nato sul territorio e cresciuto progressivamente in Italia e oltre i confini nazionali.
Il legame con il Garda, però, rimane centrale. Nel 2023, nell’ambito del progetto STAI, Bottardi contribuisce alla realizzazione di quattro itinerari accessibili sul Lago di Garda, occupandosi in prima persona di sopralluoghi, sensibilizzazione e messa in sicurezza delle location coinvolte. Nel 2024, il percorso iniziato a Desenzano del Garda arriva fino alla Camera dei Deputati, dove viene audito presso la X Commissione Attività produttive, commercio e turismo nell’ambito del confronto sul turismo accessibile.
Sedici anni dopo l’incidente, Più forte del buio riporta così Bottardi proprio nel luogo dal quale tutto è cominciato. Il libro racconta senza filtri il dolore, la rabbia, il rapporto con un corpo diverso e la ricostruzione della propria identità, ma progressivamente sposta lo sguardo dall’esperienza individuale a ciò che quell’esperienza ha generato. Anche il concetto di barriera cambia significato: non riguarda soltanto un gradino, una stazione, una spiaggia o una struttura ricettiva, ma anche gli sguardi, i pregiudizi, la mancanza di informazioni e quei “non è per te” che possono limitare l’autonomia di una persona tanto quanto un ostacolo fisico. È proprio questo passaggio dal singolare al plurale a legare la dimensione autobiografica del libro ai progetti sviluppati negli ultimi quindici anni: trasformare ciò che Bottardi ha incontrato sulla propria pelle in strumenti capaci di rendere più semplice l’esperienza degli altri. Più forte del buio è il suo secondo libro, dopo Al di là della Meta.
Il 7 settembre “Più forte del buio” diventa uno spettacolo in cinque atti
Anche la presentazione del libro è stata pensata per andare oltre la formula tradizionale dell’incontro con l’autore. Nella cornice del Chiostro di S. Maria de Senioribus, all’interno del Museo Civico Archeologico “G. Rambotti”, la storia di Bottardi prenderà vita attraverso cinque atti che alterneranno letture sceniche, musica dal vivo e monologhi.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Desenzano del Garda Guido Malinverno, interverrà Gianpietro Ghidini, presidente della Fondazione Ema PesciolinoRosso e amico di lunga data di Bottardi, che fu proprio tra le persone a spronarlo a scrivere il suo primo libro.
Le voci narranti di Margherita Frigo, Barbara Papa e dello stesso Ghidini accompagneranno quindi il pubblico attraverso i cinque atti, alternandosi alla musica dal vivo. Nel terzo sarà Bottardi a prendere direttamente la parola con un monologo, prima dell’esibizione di Nicolò Castrini insieme alla band. Ad intrattenere la serata saranno Tt Castrini alla direzione artistica con i Corimè, mentre la conduzione sarà affidata a Gianluca Gerosa.






