Desenzano del Garda - Mar 20 Ottobre 2026

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Desenzano, due carabinieri arrestati per furti di gioielli durante il servizio

Custodia cautelare in carcere per i due militari accusati di aver sottratto preziosi durante i controlli nelle abitazioni. Ai domiciliari la compagna di uno degli indagati

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Due carabinieri in servizio a Desenzano del Garda sono stati arrestati con l’accusa di aver rubato gioielli e oggetti preziosi durante le attività di pattugliamento e i sopralluoghi nelle abitazioni. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre la fidanzata di uno dei militari è stata sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Come riportato da Bresciaoggi.it, il provvedimento nei confronti dei due appuntati è arrivato dopo una serie di accertamenti coordinati dalla Procura di Brescia. La sostituta procuratrice Claudia Moregola aveva avanzato nei giorni scorsi la richiesta di arresto, sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini.

I due carabinieri erano già stati denunciati e iscritti nel registro degli indagati nelle scorse settimane. Gli approfondimenti investigativi hanno successivamente portato all’adozione delle misure cautelari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti episodi di sottrazione di beni avvenuti durante il servizio.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i militari avrebbero approfittato degli interventi e dei controlli effettuati nella zona di Desenzano per impossessarsi di monili e altri oggetti di valore. I furti sarebbero stati commessi sfruttando proprio le occasioni di accesso alle abitazioni legate allo svolgimento delle attività istituzionali.

Nella vicenda risulta coinvolta anche la compagna di uno dei due carabinieri, alla quale viene contestato un presunto ruolo nella gestione dei preziosi sottratti. La donna, secondo gli investigatori, avrebbe fornito supporto logistico e operativo per la vendita della refurtiva.

In particolare, gli oggetti di valore sarebbero stati ceduti attraverso diversi esercizi di compravendita di oro della zona, consentendo di trasformare i gioielli in denaro. Anche nei confronti della donna è stata quindi applicata una misura cautelare, con la disposizione degli arresti domiciliari e l’utilizzo del dispositivo elettronico di controllo.

Un elemento significativo dell’indagine riguarda l’origine degli accertamenti. A far emergere i primi sospetti sarebbero stati infatti gli stessi colleghi dei due militari, che avrebbero avviato verifiche interne dopo aver rilevato possibili irregolarità.

Gli approfondimenti condotti all’interno dell’Arma dei Carabinieri hanno contribuito a ricostruire i fatti contestati e a sviluppare l’attività investigativa sfociata nelle misure cautelari disposte nei confronti dei tre indagati.

L’inchiesta dovrà ora chiarire compiutamente le responsabilità individuali e la portata degli episodi contestati. Le accuse nei confronti dei due carabinieri e della donna sono al momento oggetto del procedimento penale e per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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