Una candela potrebbe essere stata all’origine dell’incendio che domenica mattina ha devastato una parte dell’area dedicata alle case mobili del Camping Bell’Italia di Peschiera del Garda. Lo riporta Amedeo Cremona, vicedirettore della struttura, in un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto.
Si parla però di un’ipotesi ancora tutta da verificare: le indagini dei Carabinieri dovranno accertare le cause del rogo, senza escludere altre eventualità comunque accidentali.
Le fiamme si sarebbero sviluppate tra le 5:30 e le 6 all’interno della casa mobile numero 2. Il fumo ha fatto scattare l’allarme e la squadra del servizio di sicurezza notturno, gestito da una ditta esterna, ha raggiunto rapidamente la zona, trovandosi davanti a un incendio già sviluppato.
La prima priorità è stata mettere in sicurezza gli ospiti e limitare i rischi legati agli impianti. Gli operatori hanno chiuso tutte le uscite del gas che alimenta i fornelli delle case mobili e hanno iniziato a svegliare le persone presenti nelle sistemazioni vicine, facendole uscire. Nel frattempo, sono state recuperate le manichette antincendio di due diverse zone del campeggio.
Un ulteriore intervento ha riguardato le bombole utilizzate dai campeggiatori per i barbecue: gli addetti le hanno spostate, lanciandole sul lato opposto della strada e quindi lontano dal fronte delle fiamme.
Nel giro di pochi minuti sono arrivati anche i vigili del fuoco, allertati dalla squadra di sicurezza, mentre il 118 ha inviato le ambulanze e sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda, ai quali sono affidati gli accertamenti sulle cause dell’incendio.
Il lavoro dei Vigili del Fuoco ha permesso di spegnere la parte principale del rogo attorno alle 7. Le operazioni sono però proseguite per tutta la mattinata, necessarie per eliminare gli ultimi focolai e completare la messa in sicurezza dell’area.
Le fiamme hanno coinvolto 30 bungalow e sei automobili. Una parte molto limitata rispetto alle dimensioni dell’area: nel campeggio sono presenti tra 500 e 600 case mobili.
La rapidità con cui il fuoco si è propagato, secondo Cremona, è legata anche ai materiali utilizzati per le strutture, tra plastiche e legno, oltre alla presenza della vegetazione circostante, in particolare dei pini, la cui resina avrebbe contribuito ad alimentare l’incendio.
L’emergenza ha provocato anche sette persone intossicate, tra cui un turista tedesco che ha riportato ustioni di terzo grado alle gambe ed è stato ricoverato all’ospedale Pederzoli.
Altre persone sono state visitate direttamente all’interno del campeggio dai sanitari del 118, senza necessità di trasferimento in ospedale. Tra queste anche il responsabile della sicurezza, che aveva respirato una quantità significativa di fumo ed è stato sottoposto ai controlli sanitari.
«Paura? Sì», spiega il vicedirettore, che invita però a distinguere l’effettiva portata dell’emergenza dagli allarmi circolati nelle prime ore, giudicati esagerati.
La tempestività dell’intervento della sicurezza e dei soccorritori ha consentito di circoscrivere le conseguenze dell’incendio, mentre sull’origine delle fiamme restano ancora aperti gli accertamenti.






