A ottobre famiglie e imprese bresciane dovranno fare i conti con 31,2 milioni di euro di spesa aggiuntiva per benzina e diesel rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La stima arriva dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che colloca Brescia al quarto posto tra le province italiane maggiormente penalizzate dal rincaro dei carburanti.
A precedere il territorio bresciano sono Roma, con un aggravio stimato in 68,5 milioni di euro, Milano con 49,5 milioni e Napoli con 39,6 milioni. Subito dopo Brescia si trovano Torino, a quota 27,8 milioni, e Bari, con 25,6 milioni.
Il quadro resta pesante anche considerando la decisione di Eni e di altre compagnie petrolifere di fissare per ottobre un tetto ai prezzi di benzina e diesel. Secondo le elaborazioni della Cgia, infatti, a livello nazionale famiglie e imprese arriveranno comunque a spendere 1,1 miliardi di euro in più rispetto a ottobre 2025.
A determinare l’aumento sono i prezzi raggiunti alla pompa. Nell’ultima settimana il self service si è attestato intorno ai 2,1 euro al litro per la benzina e ai 2,3 euro per il diesel. Rispetto ai livelli registrati prima dell’inizio del conflitto nel Golfo Persico, il rincaro è del 29,1% per la verde e del 36,6% per il gasolio.
Secondo l’Ufficio studi della Cgia, finché il conflitto in Medio Oriente non arriverà a una conclusione sarà difficile ipotizzare un ritorno dei prezzi ai livelli precedenti alla crisi. Una situazione che pesa soprattutto sui pendolari, in particolare su chi vive in territori dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa concreta all’auto privata per raggiungere il luogo di lavoro.
L’impatto degli aumenti non si limita comunque al mese di ottobre. Per l’intero 2026, la Cgia stima a livello nazionale un aggravio di circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, pari a un incremento del 20,4%. La quota mensile si aggira, appunto, intorno agli 1,1 miliardi.
A livello regionale, il conto più elevato sarà quello della Lombardia, con 163,9 milioni di euro di maggiori costi, seguita dall’Emilia-Romagna con 111,1 milioni e dal Veneto con 106,1 milioni. All’interno di questo scenario, Brescia si colloca tra i territori maggiormente esposti all’aumento della spesa per i carburanti.






