Il progetto del nuovo impianto avicolo al Lavagnone torna al centro della mobilitazione a Desenzano.
Sabato 3 ottobre, dalle 16:00 alle 20:00, associazioni e comitati saranno presenti con un gazebo in piazza Matteotti per informare i cittadini sulle caratteristiche dell’intervento, sulle criticità evidenziate e continuare la raccolta firme della petizione “Fermiamo l’impianto avicolo al Lavagnone”.
A promuovere l’appuntamento è anche Legambiente, che in vista dell’iniziativa ha diffuso un video per sensibilizzare la cittadinanza sulla trasformazione prevista nell’area.
Questa mobilitazione arriva dopo i due appuntamenti organizzati a settembre nel territorio di Lonato del Garda: il 19 settembre in piazza Martiri e il giorno successivo nella frazione di Centenaro.
Nel frattempo, il progetto è arrivato anche sui banchi del Consiglio regionale della Lombardia attraverso un’interrogazione presentata dalla consigliera Paola Pollini. Per i promotori della petizione si tratta di un ulteriore passaggio istituzionale rispetto al confronto già avviato sul territorio da cittadini, associazioni e comitati ambientalisti del Basso Garda.
«È un segnale importante: significa che le preoccupazioni espresse da tanti cittadini sul futuro del Lavagnone stanno trovando ascolto anche a un livello istituzionale più ampio», afferma Anna Campigotto, promotrice della petizione.
La stessa Campigotto sottolinea l’auspicio che l’interrogazione possa favorire «un confronto concreto e approfondito» sulle dimensioni dell’intervento e sulle sue possibili conseguenze sul territorio, sul paesaggio, sull’ambiente e sul patrimonio archeologico.
La mobilitazione, aggiunge, proseguirà anche nei prossimi giorni attraverso le attività di informazione e la raccolta delle firme. Tra le richieste dei promotori c’è anche quella di valutare eventuali alternative prima di procedere alla trasformazione dell’area.
Il progetto prevede la costruzione di un edificio di 6.278 metri quadrati destinato all’incubazione delle uova e alla produzione di pulcini di tacchino.
L’area individuata si trova a circa 120 metri dal sito archeologico del Lavagnone, inserito nel sito UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.
È proprio la vicinanza con il sito archeologico, insieme alle caratteristiche paesaggistiche e ambientali dell’area, a rappresentare uno degli elementi al centro della mobilitazione. Il gazebo di questo sabato sarà anche un’occasione per proseguire il confronto pubblico sul progetto e sulle possibili alternative alla trasformazione prevista al Lavagnone.







