Bloccato mentre si trovava in bicicletta, costretto a salire su un’auto e successivamente percosso e minacciato. È quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Salò, che nella mattinata di ieri, giovedì 1° ottobre, hanno arrestato tre cittadini pakistani, residenti in diversi Comuni della Lombardia e ritenuti responsabili dei reati di sequestro di persona e violenza privata aggravata.
L’intervento è scattato dopo una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di un passante. Il testimone avrebbe visto in piazza Carmine, a Salò, tre persone bloccare con la forza un uomo che si stava spostando in bicicletta e costringerlo a salire su una station wagon grigia, successivamente allontanatasi a forte velocità.
A testimoniare la concitazione di quei momenti, sul posto erano rimaste la bicicletta e le calzature della vittima, perse durante le fasi dell’azione. La Centrale Operativa di Salò ha immediatamente diramato le ricerche, consentendo alle pattuglie dell’Arma di rintracciare il veicolo segnalato mentre transitava nuovamente nella zona.
A bordo i militari hanno trovato i tre presunti aggressori e la vittima, un loro connazionale classe 1987 residente a Salò. Tutti sono stati quindi accompagnati negli uffici della caserma della Compagnia dei Carabinieri di Salò per gli approfondimenti del caso.
Secondo quanto emerso dalle successive attività investigative e dalle dichiarazioni della persona offesa, all’origine dell’episodio ci sarebbero stati dissidi di natura familiare. I tre uomini, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero agito con finalità ritorsive e coercitive, percuotendo la vittima e minacciandola con un grosso coltello per circa un’ora e mezza.
Il 39enne sarebbe stato inoltre costretto, mentre si trovava in ginocchio, a dichiarare di essere omosessuale. La scena sarebbe stata ripresa con uno smartphone con l’obiettivo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, di ricattare successivamente l’uomo minacciando la diffusione del filmato in rete.
Nel corso delle attività i militari hanno sequestrato lo smartphone utilizzato da uno degli arrestati. All’interno della memoria, secondo quanto riferito dall’Arma, sarebbero stati trovati numerosi filmati dell’aggressione, nei quali risulterebbero documentate le percosse e le minacce con l’arma da taglio ai danni della vittima.
I tre uomini sono stati arrestati per sequestro di persona e violenza privata aggravata. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, fino a un’eventuale sentenza definitiva, per gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza.







