Il percorso verso il nuovo Ospedale di Desenzano del Garda prosegue, ma il Comitato “Manteniamo l’Ospedale di Desenzano sul Montecroce” torna a chiedere chiarimenti sui numeri contenuti nel Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP), concentrando questa volta l’attenzione sul quadro economico dell’Alternativa C, quella relativa alla riqualificazione dell’ospedale esistente.
Il DOCFAP approvato da ASST Garda ha individuato come soluzione preferibile la demolizione e ricostruzione per fasi del presidio nell’area dell’attuale ospedale. Il Comitato ricorda però di aver trasmesso lo scorso 14 settembre agli enti coinvolti e al Politecnico di Milano un’analisi di oltre 30 pagine, accompagnata da dieci domande relative ai dati, ai costi e ai criteri utilizzati per confrontare le diverse alternative.
Proseguendo nell’esame del documento, il gruppo sostiene di aver individuato ulteriori elementi che richiederebbero spiegazioni. Il primo riguarda le spese tecniche dell’Alternativa C: a fronte di un importo indicato in 8,381 milioni di euro, nel DOCFAP figurerebbero 13,170 milioni di IVA al 22%. Secondo i calcoli del Comitato, l’imposta dovrebbe invece ammontare a circa 1,844 milioni, con una differenza superiore agli 11,3 milioni di euro.
«Viene spontaneo chiedersi come una differenza di queste dimensioni non sia emersa nelle verifiche che hanno preceduto l’approvazione del DOCFAP», osserva il Comitato, che precisa di non sostenere che l’Alternativa C debba necessariamente essere scelta, ma ritiene indispensabile che il costo utilizzato per valutarne la convenienza sia «corretto, trasparente e verificabile».
Un secondo interrogativo riguarda attrezzature e arredi. Sempre secondo l’analisi del Comitato, per la riqualificazione dell’esistente sarebbero conteggiati circa 13 milioni di euro in più rispetto alle altre alternative, nonostante il documento preveda per questa soluzione il recupero del 50% delle attrezzature già presenti.
Il gruppo segnala inoltre una differenza nel costo complessivo dell’Alternativa C: dai 317,059 milioni di euro riportati nella tabella si passerebbe ai 321,154 milioni indicati nelle conclusioni. Lo scarto è di 4,095 milioni, cifra che, evidenzia il Comitato, coinciderebbe con il costo attribuito nelle altre alternative alla demolizione completa dell’ospedale esistente, intervento che nella soluzione C non sarebbe invece previsto.
«Con queste sole voci arriviamo già a quasi 30 milioni di euro che richiedono spiegazioni», afferma il Comitato, precisando che questo conteggio non entra ancora nel merito dei 168,75 milioni di euro attribuiti nel documento all’adeguamento sismico e antincendio dell’attuale struttura. Si tratta, è bene precisarlo, di rilievi e calcoli formulati dal Comitato, sui quali viene ora richiesto un chiarimento agli enti e ai tecnici coinvolti.
Nel frattempo il percorso progettuale continua. Dopo l’approvazione del DOCFAP, ASST Garda ha affidato alla Fondazione Politecnico di Milano un nuovo incarico da 109.800 euro per il supporto tecnico-scientifico alla redazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione. Ed è proprio l’avanzamento dell’iter a spingere il Comitato a tornare anche sulla richiesta di un confronto pubblico con la cittadinanza.
«Il confronto con i cittadini dovrebbe accompagnare le scelte, non arrivare quando il percorso è già avanzato», sottolinea il gruppo, ricordando che l’incontro pubblico sul futuro dell’ospedale annunciato nei mesi scorsi non si è ancora svolto.
Per portare direttamente sul territorio le questioni emerse dall’analisi del DOCFAP, il Comitato ha quindi programmato quattro incontri pubblici nel mese di ottobre. Il primo si terrà il 6 ottobre a Desenzano, seguito il 15 ottobre da Lonato, il 23 ottobre da Sirmione e il 27 ottobre da Bedizzole. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle 20.30 e saranno aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di illustrare i progetti, approfondire le scelte e favorire il confronto sul futuro del presidio ospedaliero.






