Fedeli alla linea del cinema come si deve, nel buio della sala, ma in perpetua ricerca di confronto, sperimentazione e impegno, nel solco di una cifra stilistica sempre più internazionale: è il Desenzano Film Festival, VIII edizione, di nuovo sul Garda dal 25 al 27 settembre.
Non c’è da annoiarsi: cinque blocchi di proiezioni in tre giorni, masterclass per appassionati e lezioni per le scuole, sbicchierate e performance musicali, ospiti da Italia ed Europa, 16 film in gara nel Concorso cortometraggi – per la prima volta in un’unica sezione – e altre 9 opere selezionate in Composizioni sinestetiche, l’inedita vetrina dedicata alla cortocinematografia in cui le componenti sonore e visive diventano indistinguibili nella loro funzione espressiva.
Per tutto il weekend Desenzano tornerà ad essere la capitale del cortometraggio d’autore, confermando sia la storica sede del Teatro Alberti che lo spin-off di Palazzo Todeschini, due tra i luoghi più iconici della prima città del lago.
È da Palazzo Todeschini, fronte Porto Vecchio, che prenderà il via l’edizione 2026 del Festival: venerdì alle 10 una proiezione didattica per gli studenti del Liceo Bagatta, poi nel pomeriggio le masterclass di Giulia Grandinetti, “Il Corpo del Film”, e Francesco D’Isa, “Il cinema nell’era dell’immagine sintetica”. Il Teatro Alberti aprirà porte e navate già venerdì sera: l’happy hour inaugurale delle 19.30, dedicato a musicisti e filmmaker, anticiperà il Blocco I di proiezioni, Composizioni sinestetiche, dalle 21 alle 23, e il dj set di Peak Nick in chiusura.
Sabato alle 14.30 la presentazione del libro “L’Estetico e il Noetico” di Piero Deggiovanni, alle 15.30 il concerto live di Marmo, dalle 16.30 alle 18.30 il Blocco II di proiezioni e dalle 21 alle 23 il Blocco III, dedicati al Concorso cortometraggi così come il Blocco IV e il Blocco V, in programma domenica dalle 15 alle 17 e dalle 18 alle 20, intervallati dal dj set di Susannasisuona e in vista della cerimonia di chiusura, dalle 20.
A fronte di un parterre di oltre 1.000 opere ricevute, provenienti da 72 Paesi diversi, sono 16 i cortometraggi selezionati per il concorso principale, provenienti da Australia, Cile, Cina, Cuba, Francia, Germania, Haiti, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Sono invece 9 le opere di Composizioni sinestetiche, in arrivo da Austria, Francia, Germania, Italia, Kosovo, Paesi Bassi, Russia, Siria e Svizzera. Il Concorso cortometraggi, Short Film Competition, è la sezione unica dedicata alle opere brevi, senza discriminanti classificatorie: accoglie finzione narrativa, documentari, cinema del reale, animazione, sperimentazione, videoarte, cinema partecipativo e ogni forma che il racconto breve può assumere.
«Animazione, documentario, finzione, sperimentale: sono parole che pronunciamo come se sapessimo ancora con esattezza cosa separano, mentre le opere che guardiamo ogni anno attraversano quei confini senza fermarsi a chiedere il permesso – spiega Matteo Delai, direttore artistico del Desenzano Film Festival –. Il presente, del resto, ha smesso da tempo di offrirsi in forme pulite: si presenta ibrido, stratificato, contraddittorio. Se lo scorso anno ci chiedevamo come immaginare il futuro, quest’anno la domanda si è spostata di un passo: come leggere un presente che non si tiene fermo abbastanza da lasciarsi descrivere? Forse il compito del cinema, oggi, non è semplificare la complessità per renderla guardabile, ma restituirle la sua vera forma: irregolare, mescolata, in movimento. È da qui che nasce l’idea di creare un’unica sezione cortometraggi».
Red carpet vista lago. Tra gli ospiti già confermati i registi italiani Paolo Baiguera (Brescia), Nicolò Bassetto (Milano), Alexander Frizzera (Roma), Francesco Rubattu (Milano) e Nadir Taji (Mantova): dall’estero Sara Del Barba (Germania) e Sharif Abd el Mawla (Paesi Bassi). Attesi a Desenzano anche Piero Deggiovanni (Rimini) e Lorenzo Aironi (Sarzana), lo sceneggiatore Andrea Sorini (Roma), la compositrice Virginia Quaranta (Roma) e l’attore Antonio Bannò (Roma), già avvistato in serie cult come Suburra, Romulus e Vita da Carlo.
In prima linea l’annunciata giuria di qualità, composta da Francesco D’Isa, Giulia Grandinetti e Federico Francioni: a loro spetterà decretare il Gran Premio della Giuria, principale riconoscimento del Desenzano Film Festival 2026, a cui si affiancheranno i premi Visioni d’Autore, Sguardo sul Presente, Composizione Sinestetica, e ancora menzioni speciali al merito tecnico e artistico, un premio alla sperimentazione e il premio Lombardia alla miglior opera o regia lombarda.
In cartellone il premio della critica Sentieri Selvaggi, storica rivista di cinema in pista da quasi 30 anni, e dal 1999 anche Scuola di cinema, il premio del pubblico, residenze artistiche a Bienno per sceneggiature e film sperimentali e il nuovo premio della Giuria Giovani, composta da 11 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 25 anni, gardesani e non solo, selezionati al termine di un bando aperto. Tutti i trofei del Festival sono realizzati su misura da Marmi Ghirardi, azienda marmorea partner dell’evento che firma pezzi unici in marmo bianco e nero, freschi di restyling. Vale invece più di 1.000 euro il montepremi in denaro.
Il Desenzano Film Festival è come sempre promosso e organizzato dall’associazione Sinergetica, con il patrocinio e il sostegno, anche economico, della Città di Desenzano del Garda.
«Il Desenzano Film Festival è ormai un appuntamento consolidato nella proposta culturale della città – sottolinea l’assessore alla Cultura Pietro Avanzi – e anno dopo anno sta acquisendo una dimensione sempre più internazionale. I numeri di questa VIII edizione raccontano la capacità di guardare oltre i confini e portare a Desenzano linguaggi, sensibilità e punti di vista differenti. Come Amministrazione crediamo molto in una cultura capace di dialogare con il presente e di coinvolgere pubblici diversi: il cinema, e il cortometraggio in particolare, rappresenta in tal senso uno strumento straordinario. Ringrazio gli organizzatori, i volontari e tutti coloro che contribuiscono alla crescita di una manifestazione che arricchisce il calendario culturale di Desenzano e rafforza la sua capacità di essere luogo di incontro, confronto e produzione culturale».
Per quanto riguarda le informazioni di servizio, l’ingresso alle masterclass di venerdì 25 settembre è gratuito, così come per le proiezioni del Blocco I per Composizioni Sinestetiche. L’ingresso ad ogni successivo blocco di proiezioni, da quattro cortometraggi ciascuno, costa 5 euro, mentre l’abbonamento a tutte le attività del Festival costa 15 euro. Tutto vero: prezzo più che pop, per una vera scorpacciata di cinema.
«Sul piano della fruizione – continua Matteo Delai –, rivendichiamo la dimensione notturna e collettiva della visione. Il concorso si articolerà tra sabato e domenica, con una proiezione serale il sabato, per riportare le proiezioni nel loro spazio naturale: l’oscurità della sala».
Le restanti proiezioni si terranno di giorno, sabato e domenica. La selezione affronta le faglie del presente attraverso diversi assi di ricerca: il territorio, con la sezione Cinema Lombardia che registra un’affluenza di opere mai vista, segnale di un tessuto creativo locale in forte fermento; la geopolitica e gli sguardi internazionali, dai titoli provenienti da Cuba, Haiti e Cina fino a documentari di forte impatto analitico che indagano la psiche dei soldati dell’esercito israeliano; l’ambiente e il lavoro, con l’impatto del cambiamento climatico; le ibridazioni tecnologiche, con uno sguardo aperto sui nuovi dispositivi di creazione, compresi i lavori sviluppati con la AI.
«Il Desenzano Film Festival – conclude Delai – si conferma così un luogo di confine, dove il cortometraggio rifiuta l’idea di formato minore per affermarsi come forma complessa e pienamente contemporanea».
Il Concorso cortometraggi comprende 16 opere: No Mean City (Ross McClean, Regno Unito), Al Basateen (Antoine Chapon, Francia), El Draa (Francesco Rubattu, Italia), L’uomo più bello del mondo (Paolo Baiguera, Italia), Dans les rêves, quand on dort pas la nuit (Rachel Gutgarts, Francia), Amanhã Não Dão Chuva (Maria Trigo Teixeira, Germania/Portogallo), Im Auto Tapes und Butterbrot (Kiana Naghshineh, Germania), Dieu est timide (Jocelyn Charles, Francia), Norheimsund (Ana Alpizar, Cuba/Stati Uniti), 1799, diario (Fulvio Risuleo, Italia), Blue Heart (Samuel Suffren, Haiti), Felicidad (Francesco Mastroleo, Australia/Italia/Spagna), Festa in Famiglia (Nadir Taji, Italia), No One Knows I Disappeared (Hanxiong Bo, Cina), Merrimundi (Niles Atallah, Cile) e Andalucía (Yza Voku, Spagna).
Le 9 opere di Composizioni Sinestetiche sono invece In Search Of Yang (Sharif Abd el Mawla, Kosovo/Paesi Bassi), Non Chiamarmi Bella (Nicolò Bassetto, Italia), Dounana (Without Us) (Felix Spitta/Monkyman, Germania/Siria), Nuovo ordine (Alexander Frizzera, Italia), Как хорошо (Roman Evdokimov, Russia), Aïe aïe aïe (Vladimir Mavounia-Kouka, Francia), At Night (Anouk Chambaz, Svizzera), Sacramento (Alessandro Gagliardo, Italia) e Lebenssaft (Sara Del Barba, Austria).
Fuori concorso sono previste le opere Io. Forma sesta: ennelage (Lorenzo Arioni, Italia) e Strappo (Broglia/Stocchero, Italia).
A modo suo, il Desenzano Film Festival è ora la formula stanziale del progetto Kinocaravan. Il progetto, annunciato lo scorso anno e finalmente raggiunto grazie a una raccolta fondi popolare, ha preso forma concreta con Sancho, un Fiat Ducato del 1993 che da maggio a settembre ha portato il cinema dove il cinema non c’è: un viaggio di oltre 10mila chilometri attraverso 23 serate di proiezione che hanno attraversato l’Italia intera, tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Molise, Calabria e Sicilia.
«Abbiamo incontrato piazze, parchi giochi, rifugi alpini, scuole, campi da basket, auditorium, aziende agricole, rive di lago, castelli, atelier d’arista – dice ancora Matteo Delai –. E ovunque, la gente: collettivi che credono nella rigenerazione di luoghi difficili, curiosi che vivono ancora le piazze, bambini con grandi sogni e grandi energie, appassionati d’arte, artisti e critici, amici curiosi, persone che ci hanno regalato una bottiglia di vino, o anche solo un sorriso».
Con lo sguardo già rivolto a Kinocaravan 2027, un pensiero anche al bando SIAE Per Chi Crea, che ha sostenuto 10 date dedicate ad autori e autrici italiani under 35. Anche a Brescia e sul lago di Garda. Per tutte le ulteriori informazioni, cliccare qui.











