Tre giorni dedicati al cortometraggio d’autore, con uno sguardo sempre più internazionale e una scelta destinata a segnare questa ottava edizione: al Desenzano Film Festival 2026 le tradizionali distinzioni tra fiction, documentario, animazione e cinema sperimentale scompaiono.
Le opere selezionate confluiranno infatti in un’unica sezione concorsuale, in una scelta che il direttore artistico Matteo Delai definisce prima ancora che organizzativa come una precisa posizione sul cinema contemporaneo.
L’appuntamento è dal 25 al 27 settembre a Desenzano del Garda, con le proiezioni ospitate ancora una volta al Teatro Alberti, storico edificio inaugurato nel 1815 e già utilizzato in passato anche come cinema. Palazzo Todeschini sarà invece la sede delle masterclass.
Oltre mille opere da 72 Paesi
I numeri confermano la crescente dimensione internazionale della manifestazione: per l’edizione 2026 sono arrivate più di mille opere provenienti da 72 Paesi.
Di queste, 16 sono state selezionate per il concorso principale, con cortometraggi in arrivo da Regno Unito, Francia, Italia, Portogallo, Germania, Cuba, Stati Uniti, Haiti, Australia, Spagna, Cina e Cile.
Quest’anno, alla competizione principale si aggiunge “Composizioni Sinestetiche”, nuova sezione dedicata ai lavori in cui la componente sonora e il racconto visivo sono strettamente legati. Sono nove le opere in gara, provenienti da Italia, Francia, Germania, Siria, Kosovo, Paesi Bassi, Russia, Svizzera e Austria.
È proprio il superamento delle categorie tradizionali a rappresentare una delle principali novità del festival. Secondo Delai, l’evoluzione del cinema contemporaneo rende sempre più difficile ricondurre le opere a classificazioni rigide: fiction, documentario, animazione e sperimentazione dialogano e si mescolano, dando vita a forme ibride.
Il tema sarà affrontato anche sul piano editoriale con la presentazione del nuovo libro del critico Piero De Giovanni, dedicato ai nuovi statuti della regia e nato anche dall’esperienza maturata dall’autore come giurato e selezionatore alla quinta edizione del festival.
Una giuria tra cinema, scrittura e arti digitali
A valutare le opere in concorso sarà una giuria composta da Federico Francioni, Giulia Grandinetti e Francesco D’Isa.
Regista e sceneggiatore, Federico Francioni, è stato vincitore del premio per il Miglior Film al Torino Film Festival nella sezione Italiana.doc. Nel 2026 firma con Samuele Sestieri Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore, presentato alle Giornate degli Autori della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Giulia Grandinetti, è regista, sceneggiatrice e produttrice indipendente. Ha realizzato la trilogia composta da Guinea Pig, Tria, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia nel 2022, e Majonezë, vincitore del concorso di Alice nella Città nel 2024 e premiato in più di 70 festival internazionali. Nel 2026 fa inoltre parte della giuria di SIC@SIC, la sezione dedicata ai cortometraggi della Settimana Internazionale della Critica di Venezia.
Completa la giuria Francesco D’Isa, filosofo, scrittore e artista digitale di Firenze. Dal 2015 dirige la rivista culturale L’Indiscreto ed è tra i pionieri italiani nell’impiego dell’intelligenza artificiale applicata all’illustrazione e alle arti visive. Ha pubblicato saggi e romanzi con diversi editori, oltre al graphic novel Sunyata del 2023 e al saggio La rivoluzione algoritmica delle immagini del 2024.
Il concorso e gli sguardi sul presente
La competizione si svilupperà tra sabato e domenica, con una proiezione serale prevista il sabato. Una scelta che, nelle intenzioni del festival, vuole riportare il cinema alla sua dimensione collettiva e alla visione in sala, nell’oscurità.
Le opere selezionate attraversano diversi temi e territori. Particolare attenzione è dedicata alla produzione lombarda, con una partecipazione alla sezione Cinema Lombardia definita mai così ampia.
Il programma guarda poi alla geopolitica attraverso opere provenienti da Paesi come Cuba, Haiti e Cina e documentari che affrontano anche il tema della psiche dei soldati dell’esercito israeliano.
Tra gli altri filoni compaiono ambiente e lavoro, con opere legate alle conseguenze del cambiamento climatico, e il rapporto tra cinema e tecnologia, compresi lavori realizzati attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
L’idea alla base della manifestazione è dunque quella di un festival capace di muoversi tra linguaggi e forme differenti, senza considerare il cortometraggio come un formato minore, ma come uno spazio autonomo nel quale sperimentare e raccontare la contemporaneità.
Premi e riconoscimenti
Il festival assegnerà complessivamente 1.000 euro di premi in denaro, distribuiti tra il Gran Premio della Giuria, il Premio alla Sperimentazione Cinematografica e il Premio del Pubblico.
A questi si aggiungono il Premio Visione d’Autore, il Premio Sguardo sul Presente, la Menzione Speciale al Merito Tecnico e Artistico, il Premio Composizione Audiovisiva, il Premio Giuria Giovani, il Premio Lombardia e il Premio della Critica “Sentieri Selvaggi”.
Sono previste anche due residenze artistiche a Bienno, dedicate rispettivamente allo sviluppo di sceneggiature e alla produzione di opere di cinema sperimentale.
I trofei saranno realizzati appositamente da Marmi Ghirardi, partner del festival, utilizzando marmo nero e creando pezzi unici per i riconoscimenti.
Il programma dal 25 al 27 settembre
L’ottava edizione prenderà il via venerdì 25 settembre alle 21:00, al Teatro Alberti, con il concorso Composizioni Sinestetiche.
Sabato 26 settembre saranno invece protagonisti i cortometraggi del concorso principale, con due sessioni di proiezioni: dalle 16:30 alle 18:30 e dalle 21:00 alle 23:00.
La competizione proseguirà domenica 27 settembre con altri due appuntamenti, dalle 15:00 alle 17:00 e dalle 18:00 alle 20:00, orario in cui è prevista la cerimonia di premiazione.
A completare il programma saranno concerti, masterclass affidate ai componenti della giuria e presentazioni editoriali, tra cui quella del nuovo volume di Piero De Giovanni. Il cartellone completo sarà presentato a ridosso della manifestazione.
Per questi tre giorni, Desenzano tornerà a essere punto d’incontro per il cinema breve internazionale, con una manifestazione che sceglie di mettere al centro non le categorie, ma la capacità delle opere di attraversare linguaggi, forme e temi del presente.








