Il costo dell’energia è in aumento su tutto il territorio nazionale. Dalla stima preliminare dell’Istat ad agosto, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 3,3% su base annua, toccando il livello più alto dagli inizi di quest’anno. Secondo quanto stimato da Confesercenti nazionale, i costi internazionali dell’energia potrebbero avvicinare l’inflazione al 4% già nell’ultimo trimestre 2026.
All’interno di tale quadro si inserisce la preoccupazione di Confesercenti Lombardia Orientale per il forte impatto che il caro energia avrà inevitabilmente sulle attività commerciali dell’intera provincia e, soprattutto, sulle strutture ricettive e sulla ristorazione lungo le sponde del Garda. Per alberghi, bar, ristoranti, infatti, i rincari delle bollette hanno superato il 40%, con picchi vicini al 50%. Trattandosi di attività che concentrano la parte più significativa del proprio fatturato annuale nei mesi estivi, gli aumenti minacciano di consumare velocemente buona parte dei profitti dell’intera stagione.
A gravare sugli esercenti, ovviamente, anche il caldo eccezionale. Non solo ha costretto a un ricorso massiccio a climatizzatori e impianti di refrigerazione, ma ha ridotto anche l’affluenza dei clienti nelle ore centrali della giornata, penalizzando negozi e pubblici esercizi.
Per le attività turistiche e commerciali, però, le spese energetiche costituiscono una voce ineludibile, considerando che il condizionamento degli spazi e la conservazione degli alimenti sono servizi indispensabili per mantenere adeguati gli standard di accoglienza.
Da ciò, la morsa in cui si ritrovano gli esercenti. «Le imprese si trovano strette tra costi fissi in forte crescita e ricavi in calo», spiega Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale. «Ricevere bollette sensibilmente aumentate nel pieno della stagione significa vedere assottigliarsi il margine costruito con un anno di lavoro».
A contribuire alla diminuzione dei ricavi, purtroppo, anche la rarefazione commerciale che interessa le principali località turistiche. «La diminuzione del numero di esercizi attivi», prosegue Maggioni, «indebolisce l’indotto e riduce l’attrattività complessiva dei centri». Attrattività che, come aggiunge Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale, è compromessa anche, appunto, dai rincari energetici: «Il rischio concreto è che il caro energia determini un aumento dei prezzi per i turisti, indebolendo l’attrattività e la competitività delle destinazioni bresciane proprio mentre Garda e Iseo stanno consolidando la loro capacità di richiamare flussi internazionali».
Forte è anche la preoccupazione per l’autunno e l’inverno. Con il rincaro del gas già oltre il 30% e un’inflazione che non dà segni di decelerazione, il potere d’acquisto delle famiglie è a rischio.
Confesercenti Lombardia Orientale si unisce, dunque, a Confesercenti nazionale nella richiesta al Governo di un intervento strutturale sugli oneri di sistema per la spesa energetica (componenti ASOS) della bolletta. L’obiettivo è evitare che i rincari si traducano in un’impennata dei prezzi finali, con conseguente aumento dell’inflazione e ulteriore impatto economico su imprese e famiglie.






